Nella New York in lockdown per il Coronavirus c'è una fascia di cittadini che soffre più degli altri: le persone e le famiglie indigenti e senza rete sociale, anziani e non solo, che per vivere fanno affidamento su banchi alimentari e mense dei poveri, ma che adesso non possono più raggiungere. Senza contare che nei giorni scorsi un centinaio di queste strutture sono state chiuse per la mancanza di volontari, risorse e rifornimenti.

Ma anche un'altra categoria non se la sta passando bene: tassisti e driver di Uber e servizi simili, rimasti senza clienti. La soluzione ai due problemi, a modo suo semplice e brillante, era solo questione di fare la somma.

Attraverso la Taxi and Limousine Commission, l'amministrazione della metropoli sta reclutando autisti affiliati per consegnare pasti a domicilio ai bisognosi. I tassisti e i driver che decideranno di aderire all'iniziativa saranno pagati 15 dollari all'ora, con in più il rimborso per la benzina e i pedaggi. Meno del minimo che i conducenti di Uber e analoghi devono guadagnare per legge, fissato a 27,86 dollari lordi all'ora, ma così, in questo momento particolare, possono integrare i mancati incassi e al tempo stesso svolgere un'attività utile per la collettività.

Questi posti di lavoro "alternativi" sono per ora a numero limitato e saranno assegnati ai primi che si iscriveranno al programma, ma l'amministrazione punta a portare le consegne a domicilio da 18mila a 150mila al giorno per fronteggiare la pandemia.


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