Durante la pandemia le emissioni quotidiane sono calate drasticamente
Durante la pandemia le emissioni quotidiane sono calate drasticamente

A inizio aprile, quando ormai gran parte dei Paesi del mondo era entrato in regime di lockdown, le emissioni quotidiane di CO2 sono diminuite del 17% rispetto alla media dell'anno scorso, scendendo a livelli che non si osservavano dal 2006. Si stima anzi che a fine 2020 il calo complessivo dovrebbe assestarsi intorno al 4% nel caso che l'economia e gli spostamenti delle persone tornino alla normalità a metà giugno, intorno al 7% se invece saranno mantenute alcune restrizioni anche nei prossimi mesi.
 

Perché calano le emissioni durante la pandemia

L'analisi è contenuta in uno studio pubblicato su Nature Climate Change, condotto da ricercatori della University of East Anglia, della Stanford University e di altri istituti. Il team ha raccolto e analizzato i dati relativi ai 69 paesi che da soli producono il 97% delle emissioni di anidride carbonica a livello mondiale. In totale il calo da gennaio a fine aprile è calcolato a 1048 milioni di tonnellate di CO2, due terzi dei quali dovuti ai lockdown di Cina, Stati Uniti, Europa e India.

L'isolamento in casa imposto ai cittadini ha limitato gli spostamenti (in particolare quelli via auto) portando a una riduzione del 43% delle emissioni. Un ulteriore 43% è derivato dal rallentamento delle attività industriali e della produzione di energia. In misura minore (il 10%) ha contribuito anche il blocco del traffico aereo.
 


Una goccia nel mare

Ma non bisogna illudersi: "L'isolamento della popolazione ha portato a cambiamenti drastici nell'utilizzo di energia e nelle emissioni di CO2", dice la professoressa Corinne Le Quéré che ha guidato lo studio, "Tuttavia questi cali molto probabilmente saranno temporanei, perché non riflettono modifiche strutturali del sistema economico, di quello dei trasporti e di quello della produzione di energia".

Secondo la professoressa il momento particolare che stiamo vivendo offre l'opportunità per attuare cambiamenti reali e duraturi che ci rendano più resistenti di fronte a possibili crisi future e che contribuiscano a mitigare il nostro impatto sul clima, ad esempio incentivando gli spostamenti a piedi e in bici nelle città.


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