Riccardo Muti dirige il concerto di Capodanno a Vienna (Ansa)
Riccardo Muti dirige il concerto di Capodanno a Vienna (Ansa)

Roma, 1 gennaio 2020 - A battezzare il 2021, anche in epoca Covid, c'è il tradizionale concerto di Capodanno della Filarmonica di Vienna. Un inizio d'anno in musica che quest'anno è affidato all'esperta bacchetta di Riccardo Muti. Lo si può ascoltare in diretta venerdì 1° gennaio alle 11.15 su Radio3, in differita alle 13.30 su Rai2, e in replica alle 21.15 su Rai5. Alle 12.20, in diretta su Rai1 (con replica alle 18.15 su Rai5) si può invece assistere al concerto di Capodanno della Fenice di Venezia, diretto da Daniel Harding.

Tra i due concerti di capodanno, lampante la differenza nella prevenzione anti-Covid: tutti avevano la mascherina alla Fenice, nessuno a Vienna (anche se tutti i partecipanti si sono sottoposti quotidianamente a tamponi).

Muti: il nostro valzer della speranza

Applausi online per la Marcia di Radetzky

L'orchestra di Muti e gli applausi via web

Per la prima volta nella storia del tradizionale concerto, non c'è il pubblico nella Sala dorata del tempio della musica viennese. Le norme della pandemia, com'è comprensibile, non ammettono una sala gremita, e uno dei problemi sorti riguarda la famosa - e immancabile  - marcia di Radetzky: quest'anno senza gli applausi a tempo degli spettatori, che da sempre hanno accompagnato il capolavoro scritto nel 1848 da Johann Strauss.
Gli organizzatori hanno risolto con l'aiuto della tecnologia (che già ha accompagnato le nostre vite nei mesi di lockdown da coronavirus): è stato il pubblico di tutto il mondo, collegato diretta streaming, ad applaudire in diretta i Wiener Philharmoniker, dal salotto di casa, per non rinunciare alla magia del Concerto di Capodanno.

Il Maestro Muti, che in questo 2021 compirà ottant'anni, affronta il tradizionale e festoso appuntamento con i Wiener Philharmoniker per la sesta volta nella sua straordinaria carriera. Per l'occasione, oltre ai valzer e alle polke della famiglia Strauss, propone anche pagine di Carl Zeller e Carl Millöcker, mai suonate prima a un concerto di Capodanno. 

Ed ecco uno screenshot dell'applauso finale in streaming:

Concerto di Capodanno 2021 a vienna: l'applauso in streaming

Come applaudire la marcia di Radetzky

Chi ha partecipato si è dovuto registrare sul sito mynewyearsconcert.com: ha ricevuto un link a un sito web dove un  microfono si è attivato al momento opportuno, alla fine delle 2 parti del concerto. Grazie a un particolare sistema audio gli applausi, inviati da computer, tablet e smartphone, risuonano tutti insieme nella sala del Musikverein

Orchestrali e coristi distanziati alla Fenice

È invece il direttore d'orchestra inglese Daniel Harding, classe 1975, il protagonista dell'ormai tradizionale Concerto di Capodanno della Fenice di Venezia. Anche qui non c'è il pubblico in sala: gli orchestrali - sistemati in platea - sono tutti distanziati,  i coristi cantano con le mascherine, parte sul palco e parte nei palchi vicini. La mancanza degli applausi viene sopperita dal fatto che orchestrali e coristi battono le mani (in qualche caso i piedi) alla fine dei vari brani eseguiti. 

Il maestro, con le voci soliste del soprano Rosa Feola e del tenore Xabier Anduaga, propone una scelta di brani di grandi operisti italiani ed europei. Dopo l'omaggio a Wolfgang Amadeus Mozart nel duecentotrentesimo anniversario della morte con l'ouverture dalle Nozze di Figaro, la scaletta prevede due pagine verdiane amatissime: l'aria del duca di Mantova "La donna è mobile" dal Rigoletto e il celebre coro "Chi del gitano i giorni abbella!" dal Trovatore; seguirà l'arie di Juliette "Je veux vivre dans le rêve" dal Romeo et Juliette di Charles Gounod. 
Dopo la splendida Barcarolle dai Contes d'Hoffmann di Jacques Offenbach, di nuovo una prova di bravura per il tenore: l'aria "Ah, mes amis, quel jour de fête!" dalla Fille du régiment di Gaetano Donizetti. Il celeberrimo Intermezzo dalla Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni farà da introduzione alla parte conclusiva del concerto, affidata a tre brani verdiani: l'aria di Violetta "È strano!… è strano!… Sempre libera degg'io" dalla Traviata e, come da tradizione, i due cori "Va pensiero sull'ali dorate" dal Nabucco e l'immancabile brindisi "Libiam ne' lieti calici" di nuovo dalla Traviata.

I due concerti e la polemica sulle mascherine

Salta all'occhio la differenza, nella prevenzione anti-Covid, dei concerti di Vienna e di Venezia. Nella città lagunare, nello splendido Teatro della Fenice il direttore Daniel Harding, gli orchestrali e i coristi avevano la mascherina (colore nero), i soli a non averla erano il soprano e il tenore; nella capitale austriaca, invece, nella non meno splendida Musikverein, né il direttore Riccardo Muti né gli orchestrali e coro avevano la mascherina anti-Covid. E subito scatta la polemica.

La cautela "non è mai troppa, teniamo sempre conto della distanza", commenta il professor Giovanni Maga, direttore del laboratorio di Virologia Molecolare presso l'Istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Pavia.  "Presumo - continua Maga - che avessero tutti fatto il tampone e che dunque si sia operato in sicurezza. Certo è che la vicinanza è un elemento critico, e in questo caso di Vienna l'emissione di fiato è più intensa e continua e se non c'è la dovuta distanza è chiaro che questo può essere elemento di rischio. Bisogna vedere appunto se in precedenza fossero stati tutti controllati". 

Può esserci però un falso negativo. "Certo, anche se non è detto che sia nel giro di poche ore che possa esserci l'eventualità di contagio. Comunque il distanziamento è fondamentale e voglio ritenere che la scelta strategica di fare il concerto senza mascherina sia stata adottata per tenere fede alla tradizione ma in piena cautela. Viceversa, il distanziamento è ancora la chiave di volta contro la diffusione del contagio da Covid".