Giovanni Morandi È il momento del quadrato magico, il codice Qr, ovvero a risposta rapida (quick response), la chiave che apre la porta tra mondo fisico e quello on line. Una storia cominciata per caso, agli inizi degli anni Novanta, quando fu chiesto ad un ingegnere giapponese, tal Masahiro Hara, oggi sulla sessantina, di...

Giovanni

Morandi

È il momento del quadrato magico, il codice Qr, ovvero a risposta rapida (quick response), la chiave che apre la porta tra mondo fisico e quello on line. Una storia cominciata per caso, agli inizi degli anni Novanta, quando fu chiesto ad un ingegnere giapponese, tal Masahiro Hara, oggi sulla sessantina, di trovare un codice più potente di quello a barre. Che dava segni di invecchiamento anche se era pur sempre il numero uno al mondo, comparso timidamente la prima volta su una gomma americana gusto frutta, la Wringley. Ma l’azienda di Hara doveva risolvere problemi di magazzino per pezzi auto e il lettore del codice a barre risultava lento e problematico. Così fu inventato il codice Qr, quello del Green Pass, per il quale basta uno smartphone per leggerlo. Gran dibattito, come si sa, sulle implicazioni esistenziali e forse non interesserà sapere che mentre noi discutiamo il quadrato magico è già sulle lapidi dei cimiteri nipponici per il piacere di raccontare le vite dei cari estinti. Ma non è tutto. L’ingegner Hara ha già predisposto un nuovo codice che contiene centinaia di informazioni più del primo e sta lavorando a un nuovo modello non più in bianco e nero ma a colori che sarà infinitamente più potente e veloce.

Nel frattempo noi potremmo chiederci a che cosa servirà tutto questo tempo guadagnato e a occhio dovrebbe servire ad alcuni a fare più soldi e ad altri a lavorare di più. Resta la consolazione che la lettura di un libro o di un quotidiano o di un qualsiasi altro modo che utilizzi la scrittura dipenderà pur sempre dai contenuti più che dalla velocità di lettura. E almeno di quel tempo resteremo noi i padroni. Forse.