Carta e penna offrono vantaggi per la memoria rispetto ai documenti digitali
Carta e penna offrono vantaggi per la memoria rispetto ai documenti digitali

Siamo ormai abituati a fare praticamente tutto con lo smartphone, ma c'è almeno una cosa in cui la cara vecchia accoppiata "carta e penna" vince ancora: prendere appunti. Scrivere a mano su un quaderno o un blocco note non solo è più veloce, ma attiva anche in modo più completo il meccanismo della memoria e quindi ci aiuta a ricordare meglio le informazioni. Per molti potrebbe sembrare controintuitivo oltre che preistorico, nell'era del tutto digitale, eppure è quanto sostiene una ricerca dell'Università di Tokyo.

Meglio trascrivere appunti sull'agenda o sullo smartphone?

La sfida analogico vs. digitale è stata affidata a 48 volontari di età compresa fra i 18 e i 29 anni, reclutati fra gli studenti dell'ateneo e fra i dipendenti della società di consulenza NTT (che ha collaborato allo studio). I partecipanti hanno dovuto leggere una finta conversazione fra due personaggi piena di orari di corsi, date di consegna e appuntamenti personali. Dopodiché hanno dovuto trascrivere il "calendario" con tutti gli eventi utilizzando penna e agenda cartacea, oppure un'app, su un tablet con pennino o su uno smartphone attraverso la tastiera touch screen.

Infine, un'ora più tardi hanno risposto a un test con domande semplici e complesse per valutare quanto ricordassero dei loro appunti. Durante la prova si trovavano in uno scanner per l'imaging a risonanza magnetica, in modo da monitorare l'attività del cervello.

Analogico batte digitale

I volontari armati di carta e penna hanno completato la trascrizione entro 11 minuti, mentre quelli con il tablet ne hanno impiegati 14 e quelli con lo smartphone 16. I primi inoltre hanno risposto meglio alle domande semplici (nessuna differenza sensibile invece per quelle complesse). Ma soprattutto mostravano un'attività più intensa nelle aree del cervello associate al linguaggio, alla visualizzazione, alla memoria e all'orientamento.

Scrivere sulla carta, quindi, imprime nella mente una maggiore varietà di appigli visivi, tattili e relativi allo spazio che facilitano la memorizzazione, a differenza della "carta digitale" sulla quale tutto risulta uniforme. "La carta è più efficace e utile rispetto ai documenti elettronici, perché contiene più informazioni uniche e specifiche che permettono un migliore richiamo della memoria", spiega il professor Kuniyoshi L. Sakai.

Il suo consiglio "è di utilizzare taccuini e quaderni per quelle informazioni che abbiamo bisogno di imparare o memorizzare". Se invece si impiegano comunque lo smartphone o il tablet, è opportuno personalizzare e arricchire i documenti con sottolineature, colori, note ai margini e altri segni.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers in Behavioral Neuroscience