Messaggi vocali su Clubhouse
Messaggi vocali su Clubhouse

La “guerra” dei social network si arricchisce di un nuovo protagonista. Dagli Stati Uniti arriva Clubhouse, il social nato ad aprile 2020 che sta riscuotendo sempre più successo, anche in Europa. Non si usano messaggi scritti, foto o video, l’unico mezzo per comunicare è la voce. In Italia si può usare – al momento - solo con sistema operativo di Apple, ma bisogna essere invitati da qualcuno che lo usa già. In meno di un anno, secondo le stime, vale già un miliardo di dollari.

Quando è nato Clubhouse
Il nuovo social network è nato ad aprile 2020, in piena pandemia da coronavirus, ed è stato fondato da Paul Davison e Rohan Seth, con un primo finanziamento di soli 12 milioni di dollari. Nonostante il grande successo che il social ha già negli Stati Uniti (si sono iscritte celebrità dal calibro di Oprah Winfrey, Drake, Kevin Hart, Ashton Kutcher e Chris Rock) bisogna precisare che l’app è ancora in versione beta e non permette l’iscrizione libera. Per registrarsi a Clubhouse bisogna essere stati invitati da qualche utente che lo sta già utilizzando. Il social network è stato già valutato più di un miliardo di dollari, attirando le attenzioni dei grandi colossi del web.

Come funziona Clubhouse
La particolarità di Clubhouse è quella di poter utilizzare esclusivamente i messaggi vocali. I post degli utenti non contengono, infatti, messaggi di testo, foto e video.
Dopo aver effettuato l’accesso gli utenti hanno a disposizione delle stanze per conversare, selezionate in base agli interessi selezionati sul proprio profilo e ai contatti in comune.
Ci sono stanze in cui si parla di politica, altre in cui si discute di musica, cinema, salute, tecnologia e molti altri argomenti di attualità. Si può semplicemente seguire la conversazione in corso senza intervenire o partecipare alla discussione con un messaggio vocale. Per salvaguardare la privacy degli utenti, i vocali postati sul social non possono essere condivisi, scaricati o registrati.