Foto: SeppFriedhuber / iStock
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A due giorni dall’importante vertice globale sul clima convocato dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, due dei massimi enti mondiali in materia di cambiamenti climatici hanno pubblicato dei report che non lasciano ben sperare. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), che fa capo alle Nazioni Unite, dopo i segnali confortanti del primo lockdown, il riscaldamento globale ha ripreso il suo cammino “in maniera implacabile”: una tendenza che nei prossimi dieci anni non è destinata a invertirsi nonostante gli sforzi dei Governi per limitare i danni. L’Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA), invece, sostiene che il 2021 (seguendo i ritmi attuali) verrà ricordato per via del secondo peggior incremento storico in termini di emissioni di anidride carbonica (CO2).

Temperature record e livello delle acque sempre più alto

L’OMM ha messo a punto il consueto rapporto sullo stato globale del clima, definendo “implacabili” i peggioramenti emersi nel 2020 (l’anno più caldo di sempre assieme il 2016) e mostrando che i piccoli miglioramenti avvenuti con i lockdown della scorsa primavera sono andati in fumo rapidamente. Sul report si legge che, sempre nel 2020, l’80% degli oceani ha subito almeno un’ondata di calore con conseguenze gravissime sulla flora e la fauna marina; il ghiaccio nell’Artico ha raggiunto il secondo livello più basso nella storia; centinaia di migliaia di tonnellate di ghiaccio in Groenlandia e in Antartide si sono sciolte, contribuendo a innalzare il livello dei mari. L’OMM ha messo in guardia anche sugli effetti della siccità, che solo in Brasile ha causato danni pari a 3 miliardi di dollari. C’è grande preoccupazione anche attorno alla situazione degli incendi negli Stati Uniti e in Australia, dove in una zona a Ovest di Sydney è stata registrata una temperatura record di 48,9 gradi.

Il carbone rimane più popolare delle rinnovabili

L’OMM si è concentrata su ciò che è accaduto nel 2020, mentre la IEA (nel Global Energy Review 2021) ha fatto una stima sui dati del 2021 dal punto di vista delle emissioni dannose per l’ambiente. Secondo l’agenzia, quest’anno ci sarà il secondo peggior incremento storico in termini di emissioni inquinanti di anidride carbonica (CO2), specialmente per via del fatto che nella seconda metà dell’anno le economie dei paesi occidentali dovrebbero tornare (quasi) a pieno regime grazie alle vaccinazioni contro il Coronavirus. Ciò accadrà a causa del costante incremento dell’uso dei combustibili fossili come il carbone, in particolar modo negli USA e in Asia. Nonostante le energie rinnovabili stiano subendo delle incoraggianti contrazioni nei prezzi (sono più accessibili), il carbone è sempre più utilizzato.
“Questo è scioccante e inquietante. Da un lato, i governi affermano che il cambiamento climatico è la loro priorità. Dall’altro, però, stiamo assistendo al secondo aumento delle emissioni più consistente nella storia. È davvero deludente”, ha detto Fatih Birol, direttore esecutivo dell'Agenzia Internazionale dell’Energia, in un’intervista al Guardian. Per cercare di raggiungere gli obiettivi globali sul clima bisognerebbe ridurre le emissioni del 45% nei prossimi nove anni: un traguardo sempre più complesso da raggiungere.