Cleopatra come Iside. La regina più passionale di sempre, resa immortale da poeti, drammaturghi, artisti e icone del grande schermo (su tutte Liz Taylor nell’omonimo film del 1963), sarebbe stata una sorta di rappresentazione terrena di Iside, divinità veneratissima dagli egizi e simbolo di passione e di sensualità proprio durante il regno di Cleopatra VII (52-30 a. C.). Studi recenti di Kathleen Martinez, archeologa e ricercatrice all’Università di Pennsylvania, mostrano la costante devozione della sovrana verso una dea a cui sempre si ispirò, come donna di Stato (per sedurre i suoi importanti amanti), ma anche come compagna innamorata persa, come amante raffinata e...

Cleopatra come Iside. La regina più passionale di sempre, resa immortale da poeti, drammaturghi, artisti e icone del grande schermo (su tutte Liz Taylor nell’omonimo film del 1963), sarebbe stata una sorta di rappresentazione terrena di Iside, divinità veneratissima dagli egizi e simbolo di passione e di sensualità proprio durante il regno di Cleopatra VII (52-30 a. C.).

Studi recenti di Kathleen Martinez, archeologa e ricercatrice all’Università di Pennsylvania, mostrano la costante devozione della sovrana verso una dea a cui sempre si ispirò, come donna di Stato (per sedurre i suoi importanti amanti), ma anche come compagna innamorata persa, come amante raffinata e persino come mamma premurosa verso i suoi 4 figli (Iside, fin dalle prime dinastie egizie, fu spesso rappresentata nell’atto tenero e accattivante dell’allattamento).

A supporto di tale, ormai indubitabile identificazione vengono citate le biografie di Plutarco, storico greco del I secolo d. C., autore delle Vite parallele, uno scrigno prezioso di vicende e aneddoti anche piccanti riguardanti i grandi statisti greci e romani: nella vita di Cesare si dice che la giovanissima Cleopatra lo fece bruciare di desiderio uscendo nuda, profumatissima e truccatissima, da un pregiato tappeto srotolato solo davanti al condottiero. Con Marco Antonio si superò: lo andò a trovare a Tarso, in Cilicia (attuale Turchia), arrivando su una nave con vele intrise di fragranze erotiche e, per fargli aumentare il testosterone, si circondò di fanciulle e fanciulli bellissimi, che danzavano completamente nudi amoreggiando tra loro.

È chiaro che simili scene, raccontate dagli storici latini con abbondanza di particolari anche scabrosi, abbiano consegnato ai posteri l’idea di una Cleopatra lussuriosa e quindi identificata automaticamente con Iside, che della lussuria era icona incontrastata. Una recente scoperta a Taposiris Magna, area sacra a 50 km a occidente di Alessandria con al centro un grande tempio proprio di Iside, offre ulteriori elementi a sostegno di un simile accostamento.

Qui sono state rinvenute due mummie, di un uomo e di una donna, databili al periodo della regina: il contesto particolarmente elegante e il materiale usato per il bendaggio e la ricopertura dei cadaveri fanno pensare a due personaggi di alto rango. Secondo l’ipotesi della Martinez, che dal 2005 scava su questo sito, si tratta di una coppia di sacerdoti, che la stessa sovrana prepose al culto della dea: due coniugi di alto rango a dimostrare un’attenzione particolare verso Iside.

La presenza della sensuale regina aleggia tutt’intorno al nuovo sepolcro: esso si trova in prossimità della cosiddetta "torre di Abusir", parte del monumentale tempio funerario dedicato dagli egizi al culto della loro sovrana più amata; e addirittura i due sacerdoti, una volta defunta la regina, vennero posti ai vertici anche del culto in onore di Cleopatra, quasi a suggerire un suo accostamento con la dea.

Ma c’è di più: la nuova sepoltura fa parte di un’ampia struttura sotterranea, una necropoli collettiva dell’entourage di Cleopatra e Marco Antonio, parenti, dignitari, amministratori e sacerdoti tutti legati all’ultima regina tolemaica e al condottiero romano suo sposo. E - è la concreta speranza - al vertice dell’intera area sepolcrale, non distante dal grande tempio di Iside, ci potrebbe essere anche la grande tomba comune dei due più famosi amanti della storia.