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10 lug 2022
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10 lug 2022

Classe e sensualità Da Parigi a Roma l’eleganza è inclusione

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di Eva Desiderio

Da Parigi a Roma. L’haute couture con le sue tradizioni, i suoi miti, le sue tecniche senza tempo, le sue liturgie, è andata in scena come un religioso spettacolo per una settimana, partendo da Parigi per arrivare a Roma dove venerdì sera Valentino con la collezione ’The Beginning’ ha chiuso con una standing ovation per Pierpaolo Piccioli questa tornata d’alta moda per l’inverno 2022-2023.

In riva alla Senna un calendario con quasi trenta defilé con alcune eccellenze assolute come Dior, Schiaparelli, Chanel, Giambattista Valli, Giorgio Armani Privé, Viktor & Rolf, Jean Paul Gaultier, Maison Margiela, Fendi Couture. A Roma un evento galattico per location e qualità, con Piccioli che rende onore alla storia del brand, al Maestro Valentino Garavani e a Roma con un defilé inclusivo che scende dalla scalinata di Trinità dei Monti con 45 modelle di colore bellissime, ieratiche, esuberanti per femminilità. "Penso che la moda sia anche politica – dice Piccioli – per questo non mi piacciono le distinzioni. Anche la bellezza è un messaggio politico". Sempre a Roma ha scelto il Museo Maxxi Antonio Grimaldi, giovedì, con un omaggio alle firme dell’alta moda romana nei vestiti di una collezione perfetta e delicata: gran finale con la sposa che si ispira alle ’sculture di seta’ di Capucci.

Arte e moda si contagiano da sempre. E su questa impronta si muove Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Dior, che impreziosisce le pareti del Museo Rodin con pitture-arazzo dell’artista ucraina Olesia Trofymenko. "Mi interessa mettere in dialogo arte e artigianato – afferma Maria Grazia – e far rinascere questo connubio anche usando il lavoro di giovani che tessono a mano, ricominciando dal filo". Da Dior una collezione atemporale con un significato privato e intimo. Magnifici gli abiti in macramé color tortora, femminili e speciali per intarsi. Continua con successo sulla strada della sua borghesissima cliente Virginie Viard, stilista di Chanel: al Bois de Boulogne apre il defilé un tailleur con una piccola giacca e gonna drittalonguette di tweed verde smeraldo, chiude Jill Kortleve, modella curvy, in tulle bianco da sposa.

Esaltante Schiaparelli, maison fondata da Elsa Schiaparelli e ora sotto la geniale direzione creativa del giovane texano Daniel Roseberry che esalta la potenza del brand di proprietà di Diego Della Valle tra vitalità e seduzione con scollature, corsetti sexy, abiti di reti di perline. Festeggia i dieci anni di alta moda indipendente con una sposa di rosa vestita come Bianca Brandolini D’Adda, Giambattista Valli soddisfatto di aver osato "mentre tutti chiudevano gli atelier". Un altro creativo di origini italiane (romagnole), è Bruno Frisoni – per 17 anni direttore creativo di Rogier Vivier – che presenta il brand di eleganti calzature che porta il suo nome.

A Parigi si è parlato della standing ovation per Giorgio Armani alla fine della sfilata Armani Privé che ha incantato gli invitati e la stampa internazionale. A caccia di nuove ricche clienti Elie Saab coi suoi mirabolanti abiti da sera; Viktor & Rolf con giacche magnifiche quanto sproporzionate ad arte; Jean Paul Gaultier che stavolta ha arruolato Olivier Rousteing di Balmain; Maison Margiela con le continue rivoluzioni estetiche di John Galliano. Kim Jones per Fendi stupisce per una collezione scevra di orpelli e (finalmente) corsetti optando per una silhouette moderna e allungata.

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