Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
3 giu 2022

Semina il vento: il racconto drammatico di una terra avvelenata

3 giu 2022
Una scena di Semina il vento
Una scena di Semina il vento
Una scena di Semina il vento
Una scena di Semina il vento

Di Ilaria Amato - Per la terza puntata della nostra rubrica Hot Corn Green questo mese andiamo in Puglia per riscoprire - questa volta in streaming - un piccolo grande film presentato alla Berlinale due anni fa e ambientato tra olivi e scenari industriali intorno a Taranto. Diretto da Danilo Caputo, Semina il vento racconta la storia di Nica - interpretata da Yile Yara Vianello, già vista in Corpo Celeste di Alice Rohrwacher - una studentessa di agronomia, poco più che ventenne. Dopo tre anni di assenza la ragazza torna al suo paesino vicino Taranto, e trova il padre sommerso dai debiti, ma non solo. Scopre una terra inquinata e gli ulivi devastati da un parassita. Tutti sembrano essersi ormai arresi alla vastità del disastro ecologico e il padre aspetta solo di abbattere l’uliveto di famiglia per pura speculazione economica. Invece Nica, forte di uno spirito battagliero ereditato dalla nonna, lotterà con tutte le sue forze per salvare gli alberi secolari, e prenderà atto che l’inquinamento è anche - e soprattutto - nella testa della gente. «A dieci chilometri da casa mia c’è il più grande polo siderurgico d’Europa», spiega il regista Danilo Caputo, al suo secondo film, «una fabbrica che inquina da ormai sessant’anni e della quale, però, sembra proprio che non riusciamo a fare a meno. Perché? Perché il vero problema è l’inquinamento mentale, una strana patologia moderna per cui chi è disposto ad avvelenare la propria terra è disposto anche ad avvelenare se stesso...». Una favola green che non fa sconti a nessuno e che serve anche a riflettere sul mondo che stiamo lasciando in eredità alle nuove generazioni...

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?