12 mag 2022

Claudia Gerini racconta Tapirulàn

L'attrice racconta a Hot Corn la sfida del suo esordio dietro la macchina da presa

Claudia Gerini sul set di Tapirulàn
Claudia Gerini sul set di Tapirulàn

di ANDREA MORANDI - «No allora lo dico subito: non sono mai stata una di quelle attrici che non vedevano l'ora di diventare registe. Anzi, quando qualcuno me lo chiedeva durante le interviste me ne guardavo bene. Quando fai solo l'attrice finisci le tue scene e te ne vai a casa. Finita lì. Poi però ho cominciato a lavorare al progetto di Tapirulàn, ho letto il soggetto e mi sono sempre più avvicinata al ruolo di Emma, questa donna che lavora mentre corre sul suo tapis roulant. Poi però ho pensato a mettere una quota produttiva e proprio durante le prime riunioni mi è stata o erta la regia. All'inizio ho pensato che era una pazzia, che non potevo cominciare con un triplo salto mortale, ma poi, gradualmente ho pensato che invece sapevo come doveva essere Emma, ho sentito di poter governare il film proprio per i punti di diffcoltà. Se poi mi sono pentita? No, anzi, anche nella fase più faticosa della post-produzione di Tapirulàn mi sono divertita al montaggio e anche al suono. Le registe donne? Sicuramente le opportunità sono sempre di più e in Italia dobbiamo ancora crescere, ma fino a che distingueremo tra titoli diretti da uomini e diretti da donne non andremo da nessuna parte. Sono film e sono belli o brutti indipendentemente da chi è il regista...».

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