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10 set 2021

Cinema 2021, odissea nella redenzione

La Mostra ha messo sotto i riflettori due temi a sorpresa: le colpe umane con la ricerca di perdono. E la maternità difficile

10 set 2021
andrea martini
Magazine
Penélope Cruz (47 anni) in “Madres paralelas“ di Almodóvar
Penélope Cruz (47 anni) in “Madres paralelas“ di Almodóvar
Penélope Cruz (47 anni) in “Madres paralelas“ di Almodóvar
Penélope Cruz (47 anni) in “Madres paralelas“ di Almodóvar
Penélope Cruz (47 anni) in “Madres paralelas“ di Almodóvar
Penélope Cruz (47 anni) in “Madres paralelas“ di Almodóvar

di Andrea Martini Filo rosso, filo conduttore, filo d’Arianna? Tra i cento e passa film della Mostra 2021, non c’è filo che tenga. E tantomeno s’è visto quello che molti s’attendevano: nessuna pellicola sulla pandemia. Benché la Mostra abbia rinunciato da tempo all’aulico appellativo di Arte Cinematografica si possono, tutt’al più, ipotizzare delle stanze in cui come avviene nei musei, è lecito raggruppare idealmente opere affini. Balza agli occhi il ritorno di un tema che sembrava negletto: peccato, espiazione, redenzione e perdono. L’aguzzino pentito del Collezionista di carte, che nei Casinò di mezza America gioca, con la colpa, una partita infinita; l’agente della polizia segreta sovietica del Capitano Volkonogov è scappato che sfida ogni possibile pericolo per cercare il perdono delle famiglie degli innocenti assassinati per ragion di stato; il ricco commerciante di carni suine, protagonista di Sundown, che affoga nel nichilismo autodistruttivo la colpa della propria indifferenza, sono gli esempi di una nuova modalità del sentire dell’uomo contemporaneo: esclusivamente attraverso la lente della responsabilità personale è leggibile tutto ciò che ci accade. In altre parole: etica della responsabilità in chiave cristica. Qualcosa di simile accade anche in Madres paralelas e nel bel racconto messicano di La cassa in cui drammatiche situazioni politiche del passato (la guerra civile) e sociali del presente (l’assassinio come gesto normalizzato) sono osservate, obliquamente, attraverso le vicende dei protagonisti. La maternità difficile, declinabile imprevista, indesiderata, vissuta con ansia è una seconda affollata sala. La nascita dei figli sembra aver perso ogni naturalezza e la responsabilità genitoriale diviene un fardello difficilmente sostenibile. Le madri impreviste del film di Almodóvar, la madre colpevole di un temporaneo ma radicale rifiuto delle proprie figlie di Lost Daughter, la madre sofferta di The power of the dog, la madre impossibile Diana in Spencer. A cui è possibile aggiungere la liceale costretta all’aborto ...

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