di

Pupo

La mia gavetta l’ho fatta nei night club e nelle balere della Toscana, suonando e cantando fino a tarda notte le canzoni di Raoul Casadei e quelle dei Deep Purple. Proprio così! Per me non è mai esistita una musica di “Serie A” e un’altra di “Serie B”. Cantare Ciao mare o Smoke on the Water, mi suscitava le stesse identiche emozioni.

Era comunque gioia pura. Da vivere e da condividere. Ritenevo Raoul Casadei, nel suo genere, un grandissimo chitarrista. Proprio come lo era Ritchie Blackmore nel suo. La prima volta che incontrai Casadei fu una fortissima emozione. Ripensai alla gioia che la sua musica mi aveva dato come musicista e quella che aveva dato ai miei genitori, quasi sempre al mio seguito, che, sulle note dei suoi tanghi, dei suoi valzer e delle sue mazurche, avevano ballato ed amato la vita. Adesso Raoul non c’è più, ma rimane la sua musica che, appena riusciremo ad uscire da questo incubo del Covid-19, ci aiuterà a ritrovare la gioia di stare insieme.

La gioia di vivere.

Ciao Raoul. Ciao mare.