di Franco Cardini Giovanni Cherubini, medievista dell’Università di Firenze e ben noto per i suoi importanti studi dedicati soprattutto alla società e all’economia toscane del XIII-XIV secolo, se n’è andato in punta di piedi nella notte fra il 21 e il 22 scorsi, nella sua casa presso Firenze. Lascia la moglie Bruna, sua compagna “da sempre” fin...

di Franco

Cardini

Giovanni Cherubini, medievista dell’Università di Firenze e ben noto per i suoi importanti studi dedicati soprattutto alla società e all’economia toscane del XIII-XIV secolo, se n’è andato in punta di piedi nella notte fra il 21 e il 22 scorsi, nella sua casa presso Firenze. Lascia la moglie Bruna, sua compagna “da sempre” fin dai tempi del Liceo, e la figlia Francesca, medico.

Cherubini cominciò il suo insegnamento nella Facoltà di lettere e Filosofia dell’Università di Firenze giovanissimo, nella seconda metà degli anni Sessanta. Allievo di Ernesto Sestan e collaboratore strettissimo dell’indimenticabile Elio Conti, lavorò ininterrottamente nella “sua” Facoltà di Lettere fino al pensionamento, scrivendo molte decine di apprezzate monografie scientifiche e un numero altissimo di saggi e di relazioni congressuali.

Si può dire fosse erede diretto del metodo scientifico inaugurato da Gaetano Salvemini e da Gioacchino Volpe: raccolto e proseguito, sia pure in innovativa reinterpretazione, ben più integralmente di quanto non facesse il suo Maestro Ernesto Sestan gli orizzonti del quale – ispirati a un nobilissimo eclettismo “mitteleuropeo” di segno soprattutto weberiano –, investivano anche la storia moderna.

Marxista molto cauto e critico sotto il profilo storiografico, Cherubini fu anche impegnato in politica nel Partito Socialista. Alcuni dei migliori medievisti della generazione degli attuali cinquanta-settantenni sono stati suoi allievi: oltre al compianto Riccardo Francovich, anche studiosi oggi ben noti quali Andrea Zorzi, Franco Franceschi, Giovanni Ciappelli, Duccio Balestracci, Gabriella Piccinni e molti altri. Oltre al suo valore come studioso, apprezzata era anche la sua indole cordiale e aperta.