Un decennio al vertice artistico della Scala. È questa la nuova prospettiva professionale del maestro Riccardo Chailly, fresco di conferma sul podio del Piermarini fino al gennaio del 2025 (con possibilità di ulteriore proroga fino al 2027). Nominato direttore principale il primo gennaio 2015 e diventato direttore musicale a inizio 2017, lascerà via...

Un decennio al vertice artistico della Scala. È questa la nuova prospettiva professionale del maestro Riccardo Chailly, fresco di conferma sul podio del Piermarini fino al gennaio del 2025 (con possibilità di ulteriore proroga fino al 2027). Nominato direttore principale il primo gennaio 2015 e diventato direttore musicale a inizio 2017, lascerà via Filodrammatici quando sarà scoccato il decimo anno di permanenza. Sì, perché ieri il sovrintendente Dominique Meyer ha proposto al Cda il prolungamento di tre anni dell’accordo con Chailly, che sarebbe scaduto all’inizio del 2022 e che ora è stato allineato alla durata quinquennale del contratto del manager alsaziano.

Arrivato in teatro per volontà dell’ex numero uno Alexander Pereira (nel frattempo passato al Maggio Fiorentino), Chailly, che ha compiuto 68 anni lo scorso 20 febbraio, è stato ora confermato anche dal successore Meyer. Una decisione comunicata con un anno di anticipo rispetto alla deadline dell’intesa precedente e che punta a dare ulteriore continuità al lavoro del direttore d’orchestra, che in questi 13 mesi complicatissimi per la Scala ha sempre dato il suo contributo per far sì che il tempio della lirica potesse comunque andare avanti; dopo aver diretto la Messa da Requiem in Duomo il 4 settembre e l’insolita Prima del 7 dicembre, a febbraio ha sostituito in corsa per Salomè il collega Zubin Mehta.

Non solo Chailly, però. Nel corso del Cda, Meyer ha anche presentato il bilancio previsionale del 2021 (in pareggio e con un budget di 98,3 milioni di euro) e annunciato l’arrivo del colosso della grande distribuzione Esselunga come socio fondatore permanente del Piermarini. Tradotto: iniezione di fondi per 6 milioni, da versare in un’unica tranche o a rate da 1,2 milioni per cinque anni.

Nicola Palma