di Lorenzo Frassoldati

Forte di un bilancio (362 milioni di euro di fatturato, +10%) che dà solidità e prospettive a un gruppo già forte, Caviro guarda al 2021 mantenendo la barra dritta su alcune direttrici: fare vini di territorio sinceri anche puntando su prodotti per consumatori più evoluti sempre garantendo un ottimo rapporto qualitàprezzo. Per confermare così la leadership in Italia per quota di mercato a volume e a valore e remunerare il lavoro dei 12.400 viticoltori associati in 7 regioni d’Italia (36.000 ettari gestiti, il più grande vigneto della Penisola) con 29 cantine regionali. E continuare a crescere sulla via della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale. "Il valore di una impresa si misura non solo con gli indicatori economico finanziari, ma anche per i benefici sul territorio", dice il direttore generale Simonpietro Felice (foto). In Caviro hanno festeggiato la conquista del premio Impresa Ambiente 2020 nella categoria "Migliore gestione per lo sviluppo sostenibile per media o grande impresa" per un progetto "Dalla vite alla biocarburazione avanzata". Poi il mercato. Far crescere l’export, senza mollare il mercato interno. Il dg rilancia: "Vogliamo consolidare il vantaggio acquisito nel 2020. Affermare il fatto che anche nella grande distribuzione si possa trovare un vino di qualità. Nel 2020 si è verificato questo passaggio culturale, che il retail aveva già fatto. Sugli scaffali dei market si possono trovare bottiglie sotto i 10 euro che in un ristorante non sfigurerebbero a più del doppio. E si trova una gamma degna di una carta dei vini di un ottimo ristorante". Un concetto da consolidare. "Perché all’estero era ancora meno sentita la possibilità di trovare un buon vino italiano in un supermercato". "Poi vogliamo che tra i due canali ci sia maggiore sinergia. L’importante è che il consumatore trovi sempre i marchi cui è affezionato con l’obiettivo di far crescere la cultura del vino". E l’on line "che sempre di più copre il gap tra i due canali". Sul fronte acquisticessioni Caviro non sta fermo. Tante aziende hanno capito che non sempre essere piccoli è bello. I dossier sono tanti sul tavolo del dg. "In un mare mosso una barca piccola soffre di più. Tante piccole realtà si stanno proponendo a Caviro. E riceviamo proposte da fondi di private equity che ci chiedono se sono in vendita nostre aziende, a partire dalla Gerardo Cesari, cantina premium in Valpolicella". Dove crescere? "Non in Toscana e Veneto, lì siamo già presenti". Aree rossiste o bianchiste? "Guardiamo con più interesse a cantine di rossi con denominazioni importanti".