Cavallette
Cavallette

Milioni di cavallette hanno invaso la Sardegna. Oltre 2mila ettari di terreno sono stati devastati nelle campagne in provincia di Nuoro tra Ottana, Olotana e in particolare modo Orani. In alcune zone di quest’ultimo comune si cammina in tappeti di cavallette. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti che sottolinea come le aziende agricole interessate si ritrovino senza pascoli e con gli edifici invasi. "La presenza massiccia degli insetti – scrive la Coldiretti – sta facendo terra bruciata di pascoli e foraggio, ma infastidisce anche le persone invadendo cortili e case coloniche. Giugno, luglio e agosto sono i mesi favorevoli per la loro diffusione; si sviluppano nei terreni incolti, ma poi si spostano anche in quelli coltivati per nutrirsi. Una vera e propria emergenza alla quale, secondo gli esperti, ora non si può rimediare, in quanto qualsiasi trattamento sarebbe poco efficace. Si potrebbero arare i terreni, soprattutto quelli incolti che rappresentano il luogo ideale per proliferare e questo – conclude la Coldiretti – la dice lunga sull’importanza del presidio dei territori svolto dalle imprese agricole".

Cavallette, dalla Bibbia al Corano: l'antico flagello

"Allora Mosè stese il suo bastone sul paese d’Egitto; e l’Eterno fece levare un vento orientale sul paese tutto quel giorno e tutta la notte; come venne la mattina, il vento orientale portò le locuste. (…) Non c’era mai stato un simile flagello di locuste prima e non ce ne sarà più un altro. Esse coprirono la faccia di tutto il paese, tanto da oscurare la terra; e divorarono tutta la vegetazione del paese e tutti i frutti degli alberi che la grandine aveva lasciato; e non rimase più nulla di verde sugli alberi e sugli arbusti della campagna, per tutto il paese d’Egitto" (Esodo 10, 13-15).

La Bibbia fornisce il modello più celebre, quello che subito viene in mente quando si legge della disastrosa invasione che colpisce in queste ore la Sardegna. Tuttavia, non solo nel libro dell’Esodo, dove le locuste sono l’ottava delle dieci piaghe che colpiscono l’Egitto per volontà di Dio, ma anche in altri testi del mondo antico la minaccia rappresentata da questo tipo di cavallette migratrici (che sono peraltro insetti usualmente solitari, che in certe circostanze divengono più abbondanti e mutano il loro comportamento divenendo gregarie) è ricordata.

Così nell'Iliade la fuga confusa dei Troiani che annegano nel fiume sotto i colpi di Achille viene paragonata a quella delle locuste: "Come quando all’irrompere del fuoco si levano le cavallette svolazzando in aria per fuggire verso un fiume" (XXI, 10-14).

Anche il Corano, al quale fa da sfondo il paesaggio desertico e arido non difforme da quello biblico, nel quale le cavallette trovano un habitat naturale, fa riferimento ad esse a proposito del giorno dell’Apocalisse nella sura ‘La Luna’: "Il Giorno in cui l’Araldo (l’Angelo dell’Apocalisse) chiamerà a qualcosa di orribile, (i morti) usciranno dalle tombe con gli occhi bassi, come locuste disperse" (54, 6-7).

La contiguità fa sì che si superino anche i consueti precetti religiosi; sebbene mangiare gli insetti non sia kosher o halal, si fa eccezione per le locuste e poche altre specie affini, come si legge nel Levitico: "Sarà per voi in abominio anche ogni insetto alato, che cammina su quattro piedi. Però fra tutti gli insetti alati che camminano su quattro piedi, potrete mangiare quelli che hanno due zampe sopra i piedi, per saltare sulla terra. Perciò potrete mangiare i seguenti: ogni specie di cavalletta, ogni specie di locusta, ogni specie di acrìdi e ogni specie di grillo" (11, 20-22).

D'altra parte, nel Vangelo di Matteo san Giovanni Battista le mangia condite con il miele selvatico; secoli prima, un bassorilievo del palazzo di Ashurbanipal, re degli Assiri dell’VIII secolo a.C., mostra locuste portate su uno spiedo al banchetto reale: sono una piaga, insomma, ma anche una risorsa per le genti che popolano le zone aride della terra. Anche i testi storici le segnalano spesso come segni di possibili altre, più gravi disgrazie; così Tito Livio scrive di un’invasione avvenuta a Capua nel 203 a.C. insieme a vacche che parlano, piogge di sangue, voragini improvvise e così via.

Per noi, il passo serve a ricordare che, sebbene non frequenti, anche nelle zone non aride del Mediterraneo questi eventi possono comunque verificarsi. I pragmatici cinesi, che pure vivono in una terra prospera per l’agricoltura, già nel IX secolo a.C. avevano istituito una magistratura per occuparsi del problema: oltre, naturalmente, a non esitare dinanzi all’idea di cibarsene.