Il castello di Bran in Transilvania
Il castello di Bran in Transilvania

Dai segni dei canini sul collo al buco della siringa nel braccio, da Vlad l'Impalatore a Vlad il Vaccinatore. Il castello di Bran in Romania, noto come il castello di Dracula, si è trasformato in un centro vaccinale che dispensa "morsi" di Pfizer gratis ai visitatori. Sarà attivo tutti i weekend da maggio a giugno e non serve nemmeno prenotare: ci si presenta nell'antica roccaforte del XIV secolo, si fa la coda e dopo l'iniezione si esce con un certificato a tema vampiresco. Se poi si desidera anche visitare il castello, i turisti freschi di vaccinazione possono accedere, sempre gratis, alla mostra degli strumenti di tortura.

Il rimando al conte non morto è ampiamente sfruttato per promuovere l'iniziativa: i poster mostrano un'arcata dentale con siringhe al posto dei canini, medici e infermieri indossano mascherine decorate con adesivi di zanne da vampiro. L'idea di allestire un centro nel castello fa parte dello sforzo generale portato avanti dal governo per incentivare le vaccinazioni: secondo una recente indagine, la metà della popolazione romena risulta titubante o del tutto contraria a sottoporsi al vaccino. E si spera anche di rimettere in moto il turismo interno nei Carpazi, rimasto bloccato a lungo durante la pandemia.

Il castello di Bran è un'attrazione popolare nella zona, ma è interessante notare che l'associazione con Dracula risale solo agli anni Settanta. In realtà, secondo gli storici la figura di Vlad Tepes (una delle fonti per la creazione del conte) non avrebbe mai messo piede da quelle parti, e non è chiaro se e quanto Bram Stoker si sia effettivamente ispirato alla fortezza di Bran per quella del conte descritta nel suo romanzo. Tuttavia, grazie al suo aspetto gotico e suggestivo, il castello ben si prestava a cavalcare il mito del vampiro e oggi è ormai comunemente identificato come la sua residenza.