Una scena del film "Il ragazzo che diventerà re"
Una scena del film "Il ragazzo che diventerà re"

Torino, 11 aprile 2019 - Una rivisitazione al tempo della Brexit della leggenda di re Artù, della Spada nella Roccia e dei Cavalieri della Tavola Rotonda: è stato il lungometraggio in live action "Il ragazzo che diventerà Re" (Century Fox, in uscita il 18 aprile) ad aprire Cartoons on The Bay, il festival internazionale della televisione per ragazzi e dell'animazione crossmediale, promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, in corso a Torino fino al 14 aprile con la sede principale di Palazzo Carignano (Museo del Risorgimento), le proiezioni per il pubblico al Cinema Ambrosio e le mostre nel Centro di produzione Rai. 

Diretto da Joe Cornish, il film attualizza la la leggenda arturiana ambientandola nel Regno Unito di oggi e affidando il compito di protagonista a un bambino, il dodicenne Alex interpretato da (Louis Ashbourne Serkis, figlio dell'attore Andy Serkis) che vede interrotta la sua vita tra la vita con la madre e la scuola (dove ha a che fare con i bulli che tormentano lui e il suo migliore amico) dal ritrovamento di una spada conficcata in un cantiere edile dietro casa. Va da sé che riuscirà a estrarla e da qui comincia un'avventura tra il reale e il soprannaturale con tanto di discesa in campo di un giovane/vecchio Merlino (Patrick Stewart) e della nemica Morgana (Rebecca Ferguson).

La sceneggiatura piuttosto semplice, ma scorrevole, e gli effetti speciali regalano un paio d'ore di divertimento soprattutto ai più giovani, ma non solo. Al di là della tradizionale lotta per salvare il mondo dall'imminente catastrofe e dell'immancabile (seppur sudato) lieto fine, il film è una metafora sul valore della lealltà e del rispetto e, soprattutto, sulla necessità di unire le forze per lottare insieme contro il male. Un'unione che rende più forti e che deve andare al di là delle rivalità personali. Infatti, Alex riesce non solo a coinvolgere il suo migliore amico e a trasformare i bulli in alleati fedeli, ma unisce tutta la scuola nella lotta comune.

Un messaggio che dovrebbe essere accolto dalla politica e dai leader in generale in ogni luogo, ma che in tempi di Brexit, con un Regno unito lacerato dalla scelta di uscire dall'Unione Europea e, soprattutto, di come uscirne, colpisce  in modo particolare.