Una scena dal cartoon "Andra e Tati"
Una scena dal cartoon "Andra e Tati"

Torino, 13 aprile 2018 - "Hai pianto anche tu?".  I circa trecento bambini delle elementari e delle medie che assistono alla proiezione del cartoon "La stella di Andra e Tati" si ritrovano con gli occi lucidi, rapiti da una storia che racconta l'orrore della Shoah, ma che è anche, paradossalmente, un inno alla vita. Tocca il cuore, a metà tra un pugno nello stomaco e un abbraccio affettuoso, questo cartoon di 26 minuti presentato in anteprima mondiale a "Cartoons  on the Bay", il Festival internazionale dell’animazione cross-mediale e della Tv dei ragazzi, organizzato dalla Rai. 

Il film è prodotto da Larcadarte e Rai Ragazzi (in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca), diretto da Rosalba Vitellaro e Alessandro Belli, con i disegni di Annalisa Corsi e il coordinamento artistico di Enrico Paolantonio, con le voci di Leo Gullotta, Laura Morante e Loretta Goggi. Si racconta la storia delle due sorelle Bucci, Andra e Tati, (Alessandra e Tatiana, di madre ebrea e padre cattolico) che vennero deportate ad Auschwitz Birkenau il 29 marzo 1944 quando avevano 4 e 6 anni. Non è un film per bambini, ma certo è rivolto molto alle giovani generazioni e in 26 minuti gli autori (citiamo anche Valentina Mazzola e Alessandra Viola  che hanno scritto la storia) sono riusciti a condensare la paura, l'orrore, la tragedia e poi la salvezza alla fine dell'incubo nazista. Sì, perché Andra e Tati Bucci sono tra le pochissime bambine sopravvissute ai campi di sterminio, riuscendo anche a ritrovare i genitori, e continuano a raccontare la loro storia (il cartoon è basato proprio sui loro racconti) affinché non sia dimenticata questa follia criminale che ha portato allo sterminio di milioni di ebrei.  Presenti all'anteprima mondiale, Andra e Tati (che pure sono tornate più volte ad Auschwitz) sono visibilmente commosse. "E' stato molto più difficile di quando siamo tornate a Birkenau", dice Andra, mentre Tati non trova parole tra le lacrime: "Un film bellissimo". 

Alla fine, come detto, occhi lucidi tra i bambini (ma anche tra molti adulti) e tante domande alle due sorelle. "Perché il numero tatuato sul braccio è ancora lì?" chiede un bambino. "Lo portiamo con orgoglio _ risponde Andra_ in fondo è la testimonianza del fatto che io e mia sorella siamo ancora  qui e siamo state più forti delle persone che volevano distruggerci".  Mentre Tati lancia un messaggio di speranza: "Nonostante tutto la vita è bella, continua e bisogna godersela"

Il cartoon sarà trasmesso dalla Rai a partire da settembre, nell'ambito del ricordo degli 80 anni dalle leggi razziali varate dal governo fascista italiano. Un anniversario che, su iniziativa del direttore artistico del festival, Roberto Genovesi, è protagonista di un'altra bella pagina del festival della Rai con una mostra al  Museo del carcere Le nuove : "1938-2018. Ottant’anni dalle leggi razziali in Italia. Il mondo del fumetto e dell’animazione ricorda l’orrore dell’antisemitismo". 

I disegnatori di fumetti raccontano le leggi razziali: le foto

Una mostra molto bella, con un allestimento molto felice all'interno delle celle del carcere (curato da Marina  Polla De Luca e Mauro Uzzeo) dei disegni realizzati da 155 disegnatori di fumetti e cartoons sul tema delle leggi razziali del '38. Disegni di autori famosi (da Bruno Bozzetto a Giorgio Cavazzano da Tanino Liberatore a Luca Enoch) ma anche giovani esordienti: alcuni vanno dritti al cuore, altri arrivano a colpire il bersaglio emotivo.

Un percorso attraverso l'assurdità dl razzismo e dell'antisemitismo, con la consapevolezza che il rischio di ripeterla non è campato in aria. La mostra resterà aperta fino al 1° giugno.