7 apr 2022

Carrère porta al cinema il romanzo-verità La scrittrice ‘infiltrata’ come precaria nelle pulizie

silvio danese
Magazine

di Silvio Danese

Al vertice delle stagioni letterarie internazionali, Emmanuel Carrère (autore di bestseller come Limonov, L’avversario) gira questa sorta di autofiction sulla sua posizione estetica, il romanzo-verità, più o meno consapevole che anche questo film lo segnala come intellettuale sfruttatore di fiducia. Se uno scrittore è convinto che per raccontare la realtà è indispensabile viverla, simulando un’identità, qual è il pedaggio morale da pagare? A Caen, oggi. Marianne, di cui nulla sappiamo e nulla sapremo, se non che scrive libri per professione, si iscrive al centro di collocamento come precaria delle pulizie. Dalle case vacanze sul mare ai mefitici gabinetti aziendali ai 90 minuti che spezzano gambe e braccia per rifare cento cuccette di traghetto, si attraversa logoramento, paga bassissima, garanzie zero. La profondità di esperienza che cerca Marianne comporta coinvolgimento ed amicizia con le colleghe, solidarietà e condivisione. Quando un incontro (scelta facile di sceneggiatura) la svela come infiltrata nella vita della sua nuova, migliore amica, l’ottimo libro che farà presenta il conto nella vita reale, nei sentimenti. Qualcosa di strumentale nello script, regia di servizio, ma ottimo cast, a partire dal duo BinocheLambert.

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