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16 lug 2021

"Caro fratello, adesso ti chiedo perdono"

Bellocchio a Cannes con “Marx può aspettare“ sul gemello suicida nel ’68: "Una tragedia con cui non ho fatto i conti per troppo tempo"

16 lug 2021
giovanni bogani
Magazine
I giovani gemelli Camillo e Marco Bellocchio: Camillo si suicidò a 26 anni, nel ’68. Adesso è al centro del film “Marx può aspettare“
I giovani gemelli Camillo e Marco Bellocchio: Camillo si suicidò a 26 anni, nel ’68. Adesso è al centro del film “Marx può aspettare“
I giovani gemelli Camillo e Marco Bellocchio: Camillo si suicidò a 26 anni, nel ’68. Adesso è al centro del film “Marx può aspettare“
I giovani gemelli Camillo e Marco Bellocchio: Camillo si suicidò a 26 anni, nel ’68. Adesso è al centro del film “Marx può aspettare“
I giovani gemelli Camillo e Marco Bellocchio: Camillo si suicidò a 26 anni, nel ’68. Adesso è al centro del film “Marx può aspettare“
I giovani gemelli Camillo e Marco Bellocchio: Camillo si suicidò a 26 anni, nel ’68. Adesso è al centro del film “Marx può aspettare“

di Giovanni Bogani A ottantun anni, celebrato, venerato, applaudito. Premiato a Cannes, dove domani sera al Grand Théatre, nella cerimonia di chiusura del Festival, riceverà la Palma d’Oro d’onore alla carriera. Eppure, capace di fare i conti con se stesso, con i suoi sensi di colpa, con i suoi segreti più intimi. Con un male lacerante, nascosto nel passato. Marco Bellocchio ha presentato ieri a Cannes nella sezione "Cannes Première" il suo film Marx può aspettare, uscito ieri contemporaneamente nelle sale italiane. Il film intimo – coprodotto da Raicinema e Cineteca di Bologna – con cui Bellocchio affronta una tragedia che ha lacerato la sua esistenza: il suicidio del fratello gemello Camillo, a 26 anni, nel 1968. Un fiume di ricordi, testimonianze familiari, immagini d’archivio, punteggiate dal toccante commento musicale di Ezio Bosso – scomparso nel maggio 2020. "Era la mia ultima occasione di fare i conti con qualcosa che tutta la mia famiglia ha censurato, tenuto nascosto", dice. Che cosa significa, per lei, questo film? "È il mio film più privato. E non è un film tenero. Ho capito subito che non mi interessava fare una cosa nostalgica con chi restava della mia famiglia, mia sorella, i miei fratelli, ma che volevo concentrarmi sul grande assente, Camillo". Perché quel titolo: Marx può aspettare? "Viene da una sua frase. Mi chiedeva attenzione, mi chiedeva di aiutarlo a trovare un lavoro: io ero già un regista affermato, il mio film d’esordio, I pugni in tasca, aveva fatto scalpore. Ingenuamente, gli risposi “Potrai riscattare la tua infelicità entrando nella lotta rivoluzionaria“. All’epoca ci credevo veramente: credevo nella militanza, nel comunismo, in Mao Tse Tung, in Marx. Camillo mi rispose, con un sorriso amaro, “Marx può aspettare“. Voleva dirmi: la politica viene dopo, prima devo risolvere i miei problemi". Non avevate compreso il dramma che si stava ...

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