Una maschera sul Canal Grande, a Venezia
Una maschera sul Canal Grande, a Venezia

Maschere, carri allegorici e divertimento, ma anche rinnovamento e sovversione dell'ordine costituito: la secolare storia del Carnevale è ricca di curiosità e, approfittando dell'avvicinarsi delle date in cui si festeggia, vogliamo ricordarne alcune. Prima però un veloce riassunto dei giorni in cui cade, perché c'è una differenza fra le zone d'Italia che seguono il rito ambrosiano e quelle che invece che adottano il rito romano.

Le date del carnevale 2020

In Italia, così come nel resto dell'Occidente cristiano, il carnevale prende il via con il giovedì grasso, 20 febbraio, e culmina il 25, in occasione del martedì grasso. Le date sono stabilite ogni anno in base a come cadono la Quaresima e la Pasqua e il martedì grasso è appunto l'ultimo martedì prima del mercoledì delle Ceneri, giorno che inaugura la Quaresima.

Fanno eccezione le zone dell'arcidiocesi di Milano e di alcune diocesi limitrofe, che adottano il rito ambrosiano, cioè un rito liturgico diverso da quello romano e che fu introdotto da Sant'Ambrogio. Il carnevale meneghino è anche detto "vecchio" perché inizia e finisce dopo: il culmine è infatti il primo sabato dopo il martedì grasso: quest'anno cade il 29 febbraio. Non c'è però una sovrapposizione con la Quaresima, perché secondo il rito ambrosiano quest'ultima non inizia con il mercoledì delle Ceneri, bensì con la prima domenica successiva. Dunque, per entrambi i riti il Carnevale termina con l'inizio della Quaresima.

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Ribaltamento dell'ordine costituito

Il carnevale così come lo conosciamo oggi affonda le proprie radici nell'antichità, in particolare nelle feste dionisiache greche e nei saturnali romani. Caratteristica comune era la celebrazione di un rinnovamento simbolico, una sorta di rinascita dell'ordine costituito che era preceduta da un breve momento nel quale era concesso un ribaltamento delle gerarchie e degli obblighi sociali.

Per pochi giorni era dunque possibile un comportamento che altrimenti sarebbe stato sanzionato e questo dava libero spazio alla dissolutezza e allo scherzo, anche violento o dissacrante. In epoca medioevale, ad esempio, le persone comuni potevano salire sull'altare di una chiesa e tenere un sermone sconcio, senza timore di ripercussioni.

Si ritiene che proprio durante il Medioevo, nel corso del XIII secolo, sia nato il termine "Carnevale": probabilmente dal latino carnem levare, cioè "eliminare la carne", un riferimento all'ultimo banchetto prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. Sempre in quei secoli abbiamo anche assistito a una progressiva normalizzazione degli eccessi carnevaleschi, in modo ad esempio che non fosse più possibile tenere sermoni peccaminosi in chiesa.

Oggi i più celebri carnevali sono anche occasione di turismo: parliamo ad esempio di quelli di Rio de Janeiro, Venezia, Viareggio e Ivrea (con la celere battaglia delle arance).