Foto: Jpr03  / iStock
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Roma, 31 dicembre 2020 - Non è vero che la produzione di carne biologica ha un minore impatto ambientale rispetto a quella convenzionale. A sostenerlo è uno studio a cura di tre atenei tedeschi che va a integrarsi alle decine di ricerche passate i cui risultati alimentano dubbi sulla sostenibilità ambientale degli alimenti biologici.

Le emissioni inquinanti prodotte dagli allevamenti 

Nel loro studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, i ricercatori hanno classificato i prodotti a base di carne in tre categorie: carne prodotta in modo tradizionale, carne proveniente da allevamenti biologici (che rispettano una serie di standard ambientali e di qualità del foraggio) e surrogati di carne a base vegetale. Gli esperti si sono concentrati sulle differenze nelle emissioni di gas serra nelle varie fasi della filiera produttiva: la coltivazione e la lavorazione dei mangimi o del foraggio e dei fertilizzanti, il metano rilasciato dagli animali e dal loro letame e altro ancora.

L’impatto ambientale degli allevamenti biologici

Le misurazioni hanno messo in luce una differenza irrilevante in termini di emissioni di gas serra tra la produzione convenzionale e quella biologica. Le minori emissioni provenienti degli allevamenti biologici (in cui gli animali vengono alimentati con foraggi freschi o secchi o con mangimi biologici, e sono banditi farmaci e antibiotici a effetto preventivo) erano spesso compensate dall’aumento dei livelli di metano, di norma rilasciato dal bestiame durante il processo di digestione. Ricordiamo che il bestiame rilascia metano attraverso i microorganismi coinvolti nel processo di digestione. I tassi di crescita degli animali allevati biologicamente sono infatti più lenti, e di conseguenza c’è la necessità di allevarne di più. In conclusione, bovini, ovini e pollame provenienti da allevamenti biologici tendono a produrre meno carne, e per soddisfare le esigenze del mercato si verifica un incremento del numero di animali all’interno degli allevamenti. Questo rende l’impatto sull’ambiente molto simile rispetto a quello degli allevamenti intensivi.