Carlo Conti (Ansa)
Carlo Conti (Ansa)

Roma, 22 maggio 2019 - È uno dei personaggi simbolo della Rai ma nei giorni scorsi, voci sempre più insistenti annunciavano un suo imminente trasferimento a Mediaset. Così Carlo Conti, ai giornalisti convocati per parlare del suo nuovo programma, Ieri e oggi, in onda su Raitre, in seconda serata, dal 16 giugno, ha subito precisato che non ha nessuna intenzione di traslocare, che sta bene dove sta.

Conti, il suo contratto con la Rai scade il 7 giugno ed è stato dato in partenza.
«Lo so, mi hanno tirato molto per la giacca, tirando fuori anche cose fantasiose. In realtà è in corso una normale trattativa e come sempre quando due parti hanno lo stesso intento, non sarà difficile trovare un accordo».

Si parla di una riduzione del suo compenso.
«Come ho già fatto negli ultimi due rinnovi, ho notevolmente abbassato il mio compenso. Ma ci metteremo a un tavolo e troveremo sicuramente un accordo. Il resto sono chiacchiere».

Ma è stato effettivamente contattato da Mediaset?
«Non solo da Mediaset. Quando uno è sul mercato, è normale, ed è il mercato che decide il valore dell’artista. Oggi ci sono tante reti, tante opportunità e ci si potrebbe guardare intorno e decidere di andare a fare questo mestiere altrove. Io, però, non ho mai pensato, nel corso di tutti questi anni, di lasciare la Rai. Quando ti trovi bene, perché cambiare? Poi si dice che noi siamo come piloti e io, qui in Rai, ho tante automobili che vanno forte: Tale e quale (e sono già iniziati i provini per la prossima edizione), I migliori anni, Ieri e oggi, La Corrida, L’eredità, Lo zecchino d’oro di cui, per la prima volta, sarò anche direttore artistico per la parte musicale: ho già ascoltato 632 canzoni».

E per l’edizione numero 70 del Festival di Sanremo ci potrebbe essere la sua direzione artistica, senza conduzione?
«Non se ne è mai parlato e obiettivamente è difficile perché sarebbe un po’ imbarazzante dire al conduttore quello che tu hai deciso. Non accetterei io e credo che non accetterebbe nemmeno chi dovrebbe condurre il Festival».

Dunque, nessuna voglia di fare esperienze altrove?
«Quando un matrimonio va bene, perché uno si dovrebbe separare? Ogni volta, con tutte le dirigenze che si sono succedute in questi anni, ci siamo messi a tavolino e abbiamo sempre trovato un punto di incontro. Poi, come dice un mio illustre concittadino, “del doman non c’è certezza”».

Da poco terminata “La Corrida” su Raiuno, dal 16 giugno, per sei domeniche, dopo il successo della prima edizione, presenterà la seconda edizione di “Ieri e oggi”, su Raitre.
«Per me non c’è differenza tra Raiuno e Raitre. E mi fa molto piacere riproporre questo programma che io guardavo da piccolo, sulla televisione ancora in bianco e nero. Questa volta sarà tutta al maschile, non interviste ma chiacchierate con veri fuoriclasse: Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni, e poi Maurizio Costanzo, Piero Chiambretti, Renzo Arbore, Vincenzo Salemme e Lino Banfi. Dagli archivi Rai abbiamo pescato vecchi filmati, curiosità che gli stessi interessati avevano dimenticato e da lì partiamo per ricostruire la carriera di ognuno di loro».

Il valore di un programma così, lanciato nel 1967 da Lelio Luttazzi?
«Preservare la memoria. E mostrare, soprattutto ai giovani, come si costruisce una carriera. Ricordare come un successo arrivi dopo molta gavetta, dopo un lungo cammino fatto anche di inciampi e di cadute».