Carla Bruni e Valeria Bruni Tedeschi (Ansa)
Carla Bruni e Valeria Bruni Tedeschi (Ansa)

Parigi, 1 aprile 2019 - "Orribile" e opera di una "manipolatrice". Qualcosa deve essersi incrinato nei sempre teneri rapporti tra Valeria Bruni Tedeschi e la sorella minore Carla se quest’ultima, intervistata da France Inter, non ha certo riservato parole di apprezzamento all’ultima opera cinematografica della sorella, Les Estivants, I villeggianti, fuori concorso a Venezia, uscito sugli schermi francesi il 30 gennaio e solo alla fine del mese scorso in Italia. "Il film lo trovo orribile, mi turba moltissimo. Penso che sia servito per manipolare la mia famiglia" ha detto Carla Bruni Sarkozy a France Inter. Sembrano passati secoli da quando, dopo la vittora della sorella al David di Donatello nel 2017 per La pazza gioia di Paolo Virzì, Carlà scriveva sul suo profilo Instagram: "Bravissima Vale per il David di Donatello. Il tuo talento e la tua bellezza non fanno che crescere con il tempo. Sono fiera di essere tua sorella".

Trattandosi in pratica di un lungometraggio di autofiction, il quarto per Valeria Bruni Tedeschi, secondo Carla non è possibile fare alcuna distinzione tra i personaggi e la famiglia a cui si ispira. Tutto è mescolato, insomma, e all’ex première dame de France la cosa non è andata affatto giù. Serafica, come nel suo stile, Valeria, intervistata da Elle, ha dichiarato invece che la sorella aveva "molto amato" la sua opera. "D’altronde – ha continuato – è sempre complicato per i miei parenti vedere i miei film". Ma Carla non sembra aver amato proprio per niente la messa in scena familiare messa in piedi dalla sorella: "La gente non comprenderà che è tutto trasformato, quindi penserà che quel personaggio sono proprio io e questo mi dispiace molto". I villeggianti, peraltro accolto in maniera assai tiepida dalla critica transalpina, si svolge in una casa borghese in Costa Azzurra dove Anna va a trovare la figlia adottiva, dopo aver rotto di fresco con suo marito Luca. Ritrova la sua famiglia e nasconde la verità cercando di svolgere appieno il suo ruolo di madre e di scrivere il suo prossimo film, ispirato al dolore per la morte del fratello. Fratello che, per chi lo ignorasse, si ispira al vero fratello delle Bruni Tedeschi, Virginio, scomparso nel 2006 a causa dell’Aids. Una ferita che le sorelle non hanno mai veramente metabolizzato, tanto che in una recente intervista la stessa Carla ne parla ancora oggi come del "dolore più grande".

Come sua consuetudine, e come già nei precedenti Un castello in Italia o È più facile per un cammello..., Valeria ha fatto recitare nel film la sua vera mamma, Marisa Bruni Tedeschi nei panni della matriarca del film, e la figlia adottiva Oumy nel suo stesso ruolo. Mescolare realtà familiare e cinema è la sua cifra così come lo è stato per tantissimi artisti e scrittori da Joan Didion che con L’anno del pensiero magico e Blue Nights ha narrato le tragedie della sua famiglia, alla drammaturga e scrittrice Nora Ephron che ha costruito la propria carriera su Affari di cuore dove racconta per filo e per segno la sua rottura con Carl Bernsten, il giornalista del Washington Post, sì proprio quello dell’affaire Watergate. Carlà invece non ha mai accettato di recitare in un film della sorella e il suo ruolo è stato interpretato da Valeria Golino. Il suo personaggio, presentato come una donna che "beve troppo", sposata a un uomo ricco che potrebbe assomigliare a Nicolas Sarkozy, il vero marito di Carla Bruni, non deve aver affatto divertito l’ex mannequin. Che ne sarà delle sorelle italo-francesi più chic del pianeta?