Nuove prospettive per il riciclo della plastica
Nuove prospettive per il riciclo della plastica

Roma, 18 maggio 2021 - Alla Washington State University, negli Stati Uniti, un gruppo di ricercatori ha sviluppato un innovativo processo per convertire la plastica in un carburante per aerei. La tecnica, presentata sulla rivista Chem Catalysis, si distingue da altri metodi di riciclaggio simili per la sua praticità e i costi contenuti, che la proiettano verso una potenziale applicazione industriale in tempi abbastanza brevi. Con un ulteriore vantaggio oltre quello economico: il riutilizzo di materiali che altrimenti andrebbero a infestare oceani e suolo.

Il lavoro della squadra di Hongfei Lin, professore presso il dipartimento di bioingegneria e ingegneria chimica, è stato guidato dalla volontà di trovare una soluzione alternativa ai principali metodi di riciclaggio attualmente in uso, che consistono in sostanza nella fusione e nel rimodellamento dei rifiuti plastici. Questi metodi meccanici sono ormai rodati, ma hanno lo svantaggio di ridurre la qualità e quindi il valore economico del prodotto finale, oltre a non funzionare con tutti i tipi di materiali plastici. Al contrario, le tecniche di riciclaggio che sfruttano la chimica danno vita a materiali riciclati più pregiati, ma portano con sé vari problemi, tra cui temperature di reazione elevate, passaggi lunghi e macchinosi, e non ultimo costi assai onerosi.

Senza entrare in dettagli troppo tecnici, la ricetta ideata dagli scienziati della WSU prevede l'impiego di un catalizzatore a base di rutenio e un comune solvente per riciclare il polietilene, la più diffusa tra le materie plastiche presenti sul mercato. A una temperatura di "soli" 220 gradi (molto poco, rispetto alla norma), la reazione permette di trasformare circa il 90% della plastica in carburante per aerei, ma anche in lubrificanti di alta qualità; il tutto entro un tempo massimo di un'ora. "A seconda della richiesta, possiamo sintonizzarci sul prodotto che vogliono generare", ha spiegato Lin.

Grazie anche al supporto di alcune organizzazioni non profit, tra cui la Washington Research Foundation, il progetto punta ora a trovare uno sbocco commerciale, con la speranza di dare nuovo impulso al riciclo della plastica, generando effetti positivi per l'ambiente e l'economia. Nel frattempo, i ricercatori stanno lavorando per rendere il processo ancora più efficiente ed appetibile, facendo ad esempio in modo che possa dare buoni risultati anche con altri tipi di plastica.