di Claudio Ferri

E’ in flessione la produzione vitivinicola nazionale, almeno dalle prime stime presentate da Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini dove emerge però, nella media, la buona qualità delle uve con all’orizzonte buone prospettive per la ripresa dei mercati. Secondo i tre organismi scende a 44,5 milioni di ettolitri la produzione nazionale di vino 2021, un dato in calo del 9% rispetto al 2020 (dato Agea), ma sul fronte della ripartenza giungono segnali incoraggianti sia dalla domanda estera che sul mercato interno, trainato dalla riapertura dell’Horeca e dalla ripresa del turismo.

Nella classifica per regioni, il Veneto si conferma capofila seguito da Puglia e dall’ Emilia Romagna che registra una flessione, a vendemmia non ancora ultimata, in linea con il dato nazionale, con situazioni differenti nelle varie province. In Emilia Romagna, a Campegine di Reggio Emilia, ha la sede Cantine Riunite & Civ, una delle principali aziende vitivinicole nazionali che fa di frizzanti e lambrusco il core business aziendale. Francesca Benini, direttore commerciale spiega che il modello aziendale "è fondato su una base sociale composta da circa 1.500 soci viticoltori che lavorano 4.600 ettari di vigneti e vanta un sistema di produzione integrato che garantisce la qualità e la tracciabilità del prodotto con ben otto centri di vinificazione e tre centri di produzione".

La transizione ecologica, che la nuova Politica agricola comunitaria impone, come viene recepita dalla vostra azienda e dai soci produttori?

"È un percorso che abbiamo intrapreso da tempo: Cantine Riunite & Civ è stata tra le prime aziende in Emilia Romagna a produrre vino biologico, con una prima produzione nel 1988. Da sempre i nostri soci applicano disciplinari per ridurre sempre di più l’impatto ambientale della produzione delle proprie uve e, di conseguenza, dei propri prodotti esportati in tutto il mondo. Ritenendo, infatti, importante promuovere e sperimentare l’utilizzo di tecniche bio-sostenibili nella difesa del patrimonio viticolo contro la diffusione di nuovi parassiti, l’azienda ha messo a punto, attraverso lo staff agronomico, un piano di difesa che prevede la diffusione, in particolari zone, di insetti antagonisti che possano naturalmente contenere la proliferazione di alcuni parassiti della vite riducendo così l’impiego di fitofarmaci".

Nell’ultimo bilancio di esercizio avete registrato una sostanziale tenuta, nonostante un periodo difficile.

"Sì, è un risultato importante in un esercizio in cui tutti i Paesi di sbocco hanno progressivamente adottato restrizioni nelle attività dell’on trade (canale della ristorazione), dovute al contenimento dell’epidemia da coronavirus. Tuttavia, a fronte dell’emergenza sanitaria globale, sono emerse nuove tendenze che hanno portato a una riscoperta del consumo quotidiano del vino contribuendo a rafforzare la posizione della nostra azienda nel canale moderno, a livello sia nazionale, sia internazionale".

Come si colloca sui mercati extraeuropei Cantine Riunite Civ?

"La cooperativa è presente con i suoi prodotti in oltre 80 Paesi e registra buoni risultati nel Nord e nel Centro America, in UK, nei mercati del Centro – Est Europa e nei mercati asiatici. Stiamo lavorando sui temi della responsabilità sociale e adottando strumenti di comunicazione per valorizzare il nostro approccio sostenibile già attivo e realizzato in vigna, così come negli stabilimenti produttivi".

Albinea Canali, nel reggiano, è la cantina che rappresenta, anche in termini di immagine, il gruppo.

"Si, ne abbiamo fatto un simbolo aziendale. In questo territorio molti viticoltori scelsero di unirsi ai primi fondatori. Un progetto di insieme, fatto di collaborazione, passione e capacità di guardare lontano, ed è così che sono nati e nascono i vini di qualità della Cantina Albinea Canali. La cantina raccoglie le uve in un ristretto bacino, quasi un cru, in una delle aree più pregiate sotto il profilo dei suoli e del clima dando vita a vini di grande qualità, tra cui il nostro Ottocentonero. Questo vino, infatti, è il prodotto icona di Cantina Albinea Canali e da qualche anno è al centro di un progetto di riposizionamento nei confronti dei millennials e della ‘generazione X’, particolarmente attenti alle tendenze di moda e di costume, alla socializzazione e alla comunicazione attraverso i social".