Cannes, 6 luglio 2021 - Al via il festival di Cannes 2021, il primo post-pandemia. In tempi di Covid per entrare al Festival oltre all'accredito bisogna mostrare il Green Pass a doppia vaccinazione o, quanto meno, l'esito del tampone fatto nelle 48 ore precedenti: nessuno scappa a questa regole, assicura Thierry Fremaux, direttore di questa kermesse rediviva dopo un anno di astinenza forzata: "Tutti devono rispettare le stesse regole, festivaliers, delegazioni dei film, star... Ed è del tutto naturale che sia cosi'!".

Dopo il trionfo di Parasite, Palma d'oro nel 2019 e che sbancò anche agli Oscar, il festival di Cannes torna ad accogliere il regista coreano Bong Joon Ho. Sarà lui a dichiarare aperta la 74esima edizione del festival che si concluderà il 17 luglio con il Palmares assegnato dalla giuria presieduta da Spike Lee

La presentazione di Spike Lee

Spike Lee ha dato il via al Festival di Cannes con un intervento "militante", nello stile che contraddistingue da sempre l'attività del regista newyorkese, ricordando le vittime nere delle violenze della polizia Usa che hanno dato vita al movimento Black Lives Matter e attaccando i leader di Russia e Brasile. "Questo mondo è guidato da gangster - ha detto riferendosi a Putin e Bolsonaro". 
Lee si è presentato alla conferenza stampa indossando un cappellino nero con la data 1619, anno di arrivo dei primi schiavi in America. Più di "30 maledetti anni dopo" il film Do the Right Thing, ha detto il regista, "ci saremmo aspettati che le persone nere non sarebbero più state braccate come animali"; invece, ha dovuto ricordare "il fratello Eric Gardner" e "il re George Floyd", "uccisi, linciati" dalla polizia. 
Lee ha anche attaccato l'ex presidente Usa Donald Trump, chiamandolo "agente arancione": di lui, Putin e Bolsonaro ha detto che "non hanno scrupoli, né morale: dobbiamo protestare contro questi gangster". Rispondendo a una giornalista georgiana che denunciava la situazione degli Lgtb nel suo Paese, il regista americano ha chiesto di condividere questo problema con la stampa internazionale: "tocca ai giornalisti far passare questo messaggio". 
Anche il regista brasiliano Kleber Mendonca Filho, che fa parte della giuria, ha criticato la politica del presidente e il suo "disprezzo per la cultura". Si è anche parlato del posto delle donne nel cinema, tema particolarmente sentito da una giuria a maggioranza femminile, dopo le recenti polemiche e il movimento internazionale #Metoo nato proprio nel mondo del cinema Usa. 


image

La giuria 'rosa'

La giuria che quest'anno avrà il pesante compito di decidere tra 24 film è composta da più donne che uomini: esattamente cinque donne e tre uomini, di sette nazionalità diverse provenienti dai cinque continenti. "In Austria - ricorda la regista Jessica Hausner - la prima volta che una donna ha guidato un autobus, le persone sono scese perché avevano paura, oggi non è più così, le cose sono cambiate". 

Bong Joon Ho ospite speciale

Bong Joon Ho sarà uno degli ospiti speciali alla cerimonia di apertura del 6 luglio e il giorno dopo è protagonista di un incontro, un "Rendez-vous con..." nel Teatro Buñuel del Palais des Festivals, sold out da giorni. Figura di spicco nel mondo del cinema asiatico e "grande amico del Festival di Cannes", sottolinea il direttore Thierry Fremaux, il regista di Memorie di omicidio e Madre, parlerà con il pubblico di ciò che lo ha influenzato, della sua passione per il cinema e della sua pratica artistica.