A Jodie Foster, 58 anni e due premi Oscar, ieri in apertura del 74° Festival di Cannes è stata consegnata la Palma d’Oro d’onore
A Jodie Foster, 58 anni e due premi Oscar, ieri in apertura del 74° Festival di Cannes è stata consegnata la Palma d’Oro d’onore
di Giovanni Bogani Pronti, via. È iniziato il festival di Cannes, nel segno della Palma d’Oro a Jodie Foster e con i colori, la musica, il pathos del primo film in concorso, Annette di Leos Carax, che mette insieme musica lirica, rock e amour fou. È amore folle per il cinema anche quello dei ventottomila accreditati che vengono da tutto il mondo a Cannes, nonostante il Covid, con i rigidi protocolli sanitari che obbligano a esibire il Green pass o a fare un tampone ogni 48 ore, star comprese. Giornalisti e fotografi si mescolano, sulla Croisette, ai vacanzieri in costume da bagno, e i contrasto è di quelli che si notano. Smoking, mascherina nera e camicia immacolata anche per i fotografi ammassati al photocall, che ieri si sono scatenati su Jodie Foster....

di Giovanni Bogani

Pronti, via. È iniziato il festival di Cannes, nel segno della Palma d’Oro a Jodie Foster e con i colori, la musica, il pathos del primo film in concorso, Annette di Leos Carax, che mette insieme musica lirica, rock e amour fou.

È amore folle per il cinema anche quello dei ventottomila accreditati che vengono da tutto il mondo a Cannes, nonostante il Covid, con i rigidi protocolli sanitari che obbligano a esibire il Green pass o a fare un tampone ogni 48 ore, star comprese. Giornalisti e fotografi si mescolano, sulla Croisette, ai vacanzieri in costume da bagno, e i contrasto è di quelli che si notano. Smoking, mascherina nera e camicia immacolata anche per i fotografi ammassati al photocall, che ieri si sono scatenati su Jodie Foster. Che ieri sera, durante la cerimonia di apertura, ha ricevuto la Palma d’Oro d’onore.

Abito candido tempestato di brillanti, sul tappeto rosso mano nella mano con la moglie Alexandra Hedison, fra i capelli un ciuffo bianco, la “ricrescita“ sfoggiata in maniera elegante e naturale. Jodie Foster, 58 anni, sorride davanti al plotone dei fotografi. È un lungo cammino, il suo, iniziato da bambina. Era lei la bimba che, a tre anni, esordiva negli spot televisivi della Coppertone, una crema solare divenuta mitica. Ma era lei, soprattutto, che a tredici anni esordiva nel cinema, e approdava a Cannes con Taxi Driver, il film di Martin Scorsese in cui recitava al fianco di Robert De Niro.

Il film vinse la Palma d’oro. Era il 1976. Quarantacinque anni dopo, tocca a Jodie Foster vincere una Palma d’oro tutta sua: nel frattempo, ha percorso una carriera incredibile, da attrice e da regista, segnata da due Oscar per le sue interpretazioni in Sotto accusa e nel cult assoluto Il silenzio degli innocenti. Carattere deciso, donna intelligentissima e coraggiosa, Jodie Foster è stata anche fra le prime a Hollywood a fare coming out, in diretta ai Golden Globes del 2013. L’anno successivo si è sposata con la fotografa Hedison.

Le proiezioni del Festival hanno preso il via ieri con Annette di Carax, uscito contemporaneamente in tutte le sale francesi. Carax è anche il regista folle che sconvolse il bilancio delle sue case di produzione quando realizzò Gli amanti del Pont Neuf, facendo ricostruire un intero ponte di Parigi in studio. Per realizzare Annette, gli ci sono voluti sette anni, con tre cambi di produttore. Questa volta, Carax si affida alla musica di The Sparks e ai suoi due protagonisti: Adam Driver e Marion Cotillard. La quale, dopo avere interpretato Edith Piaf nel film che la ha rivelata e le ha fatto vincere un Oscar, interpreta stavolta una cantante lirica.

In giuria, il primo presidente di colore in 74 anni di storia del festival. È Spike Lee, regista di Fa’ la cosa giusta, di La 25ª ora e di BlacKkKlansman. Ieri Spike Lee non ci è andato leggero con le dichiarazioni: "Bolsonaro e Putin sono dei gangster", ha detto qui sulla Croisette. "Non hanno morale né scrupoli, e il nostro dovere è parlare contro di loro". Poi, una riflessione sulla condizione degli afroamericani: "Quando penso a George Floyd assassinato, penso a Radio Raheem, penso al mio film Fa’ la cosa giusta, e penso che trenta stramaledetti anni dopo i neri non dovrebbero essere più trattati e cacciati come bestie".

In giuria, in maggioranza sono donne. Maggie Gyllenhaal dice: "Siamo ancora dentro una cultura molto, molto maschile e dobbiamo avere la possibilità di esprimerci. Noi sappiamo raccontare la vita e i film in un modo diverso". Le fa eco la regista francosenegalese Mati Diop: "Aspetto il giorno in cui non dovremo più dire “regista donna”…". Intanto, però, in concorso ci sono solo quattro film di registe donne su ventiquattro pellicole. Da adesso, i giurati entreranno in una bolla da cui usciranno solo fra undici giorni, con il verdetto. Il lockdown più duro sarà il loro.