Una scena del film di Abdellatif Kechiche, 'Mektoub my love'. A destra la Bau
Una scena del film di Abdellatif Kechiche, 'Mektoub my love'. A destra la Bau

Cannes, 25 maggio 2019 - Ed è ancora scandalo Kechiche a Cannes. Passato in concorso nella tardissima serata tra giovedì e venerdì, il suo Mektoub My Love: Intermezzo, 3 ore e 45 di ipnotici ondeggiamenti sensuali, al ritmo della tecno trance anni ’90, con i corpi femminili giovani e bellissimi sbattuti in faccia allo spettatore e lo choc della porno scena (un cunnilingus di un ragazzo a una ragazza, nel bagno di una discoteca, della durata di 15 minuti) infiamma il festival alla vigilia del Palmarès. 

E non solo per il controverso mood del film ma per la plateale protesta della sua attrice principale, la francese 26enne  . Dopo aver salito la Montée des Marches col resto del cast, ha lasciato la sala prima della fine della proiezione ufficialemi scuso per non averti avvertito» ha detto al microfono nella notte il regista), e ieri ha saltato il photocall e non ha partecipato alla conferenza stampa, prendendo in questo modo le distanze.

L'incontro con la stampa è stato acceso: a Kechiche sono state ricordate anche le accuse di una presunta violenza, per le quali il procuratore di Parigi a ottobre ha aperto un’indagine, dopo una denuncia di una donna. «Parlate del film non di me», ha detto il regista franco-tunisino, «difeso» da una delle sue protagoniste, Hafsia Herzi, lanciata in Cous Cous, Leone d’argento a Venezia 2007. «Volevo creare l’esperienza cinematografica più libera possibile», si è difeso il 58enne autore, lodando i suoi protagonisti per aver «attraversato i confini senza paura» e sostenendo di avere in progetto il nuovo capitolo del Mektoube My Love . Kechiche non è assolutamente nuovo a questi scandali. Nel 2013 vinse la Palma d’oro con l’intenso amore lesbico della Vita d’Adele e le sue protagoniste, Léa Seydoux e l’allora 19enne Adele Exarchopoulos recentemente hanno raccontato il periodo «orribile» delle riprese, in particolare le 10 lunghissime giornate per girare scene di sesso – molto esplicite – del film.

Disturbante, hard, il nuovo film è il racconto della fine di un’estate, una giornata al mare e una nottata in discoteca di un gruppo di giovani la cui gioia di vivere è una continua esplosione di sensi. «Retrogrado», «lascivo», «maschilista», sui social i commenti negativi sul contenuto di Mektoube (mai un corpo maschile, tra tanta bellezza femminile ostentata) impazzano.