Anche gli amici a quattro zampe si dividono fra "destri" e "mancini"
Anche gli amici a quattro zampe si dividono fra "destri" e "mancini"

Roma, 9 aprile 2021 - Avete mai fatto caso se il vostro cane usa più spesso una zampa dell'altra? Così come i loro padroni umani, anche gli amici a quattro zampe possono essere destri o mancini. Questa caratteristica è nota, quello che invece non si sapeva con precisione è in che percentuale i cani preferiscano una zampa piuttosto che l'altra, e in che misura influiscano l'età e il sesso, perché finora le ricerche in merito si erano basate su un campione di soggetti limitato. All'amletico dilemma ha risposto adesso un nuovo studio che ha analizzato i dati di 17.901 cani, il più vasto mai condotto sull'argomento.

I ricercatori della Lincoln University hanno estratto le informazioni necessarie da un sondaggio sugli animali domestici condotto dalla BBC. Nell'esperimento in questione, ai padroni era richiesto di posizionare del cibo in fondo a un cilindro, sufficientemente ampio perché i cani potessero infilarvi la zampa e recuperare il premio. La prova è stata ripetuta tre volte, dopodiché i padroni dovevano indicare se il cane aveva utilizzato più spesso la zampa destra o quella sinistra, oppure se le impiegava indifferentemente entrambe.

Nell'ultima casistica è finito il 26% dei cani, mentre il 74% ha mostrato una preferenza evidente. Di questi, il 58,3% era destro, il 41,7% mancino: una notevole differenza rispetto agli esseri umani, nei quali il mancinismo è stimato intorno al 10%. Il motivo non è chiaro, ma potrebbe giocare un ruolo il fatto che ai padroni poco importa se i loro animali prediligono una zampa o l'altra, mentre nella nostra società esistono ancora pressioni per educare forzatamente all'utilizzo della mano destra a discapito della sinistra.

Dalla ricerca sono emerse anche alcune disparità legate al sesso e all'età: la preferenza per la zampa sinistra è più diffusa nei maschi rispetto alle femmine, e i maschi adulti hanno una maggiore inclinazione per la destra in confronto a quelli più giovani.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Applied Animal Behaviour Science.