I cani ci capiscono?
I cani ci capiscono?

Sulle straordinarie facoltà di apprendimento dei cani si è detto e scritto molto. Rimane tuttavia aperta la questione riguardo l'effettiva capacità dei nostri amici a quattro zampe di comprendere il linguaggio umano. In altre parole, capiscono davvero quello che diciamo? Una parziale risposta alla domanda arriva da una ricerca apparsa sulla rivista Royal Society Open Science, secondo cui le abilità canine di comprensione del vocabolario sono più o meno paragonabili a quelle di un bambino di un anno e mezzo.

Cosa sapevamo

Lo studio a cura dell'Università Loránd Eotvos, in Ungheria, fa seguito a un precedente lavoro dello stesso team ( ne avevamo parlato qui), che su Nature aveva rivelato come alcuni cani fossero in grado di imparare il nome di un nuovo oggetto dopo averlo ascoltato solo per quattro volte. Di contro, gli animali sembravano però in grado di ricordare le parole per un tempo limitato, circostanza che ha spinto gli scienziati ad approfondire le abilità legate alla memoria a lungo termine.

L'amico geniale

Prima di eseguire i nuovi test, il team guidato dalla dottoressa Claudia Fugazza ha lanciato un concorso chiamato Genius Dog Challenge, per individuare alcuni cani con spiccate doti di apprendimento. La selezione ha stretto il cerchio intorno a sei Border Collie provenienti da varie aree geografiche, i cui padroni sono stati in grado di certificarne la capacità di riconoscere i nomi di almeno 26 oggetti. "Sappiamo che i cani possono facilmente imparare parole legate ad azioni, come 'seduto' o 'giù', ma in pochi possono imparare i nomi delle cose", ha sottolineato l'etologa e coautrice della ricerca Shany Dror.

Apprendimento e memoria a lungo termine

Con una serie di test filmati da remoto (causa Covid-19), Fugazza e colleghi hanno dimostrato che, interagendo con i propri padroni, quasi tutti i cani sono riusciti ad acquisire i nomi di dodici nuovi giocattoli nell'arco di una settimana. Dato ancora più significativo, a distanza di due mesi quattro esemplari su sei ricordavano poi quanto imparato senza bisogno di un ulteriore "ripasso". Nel commentare i dati raccolti, i ricercatori hanno paragonato queste facoltà a quelle riscontrabili in un bambino nella prima infanzia, prima del tipico scatto nello sviluppo del linguaggio che avviene intorno ai 18 mesi.

Sviluppare il proprio talento

Come ha spiegato il prof. Adam Miklosi, capo del dipartimento di etologia dell'Università Loránd Eotvos, quanto osservato va oltre la semplice curiosità scientifica: mentre si evolvono e si sviluppano nell'ambiente domestico "i cani sono infatti buoni modelli per studiare il comportamento umano". Uno degli aspetti più interessanti riguarda inoltre il fatto che le doti di questi animali "mostrano che anche tra le altre specie ci sono individui che hanno un talento unico", ha aggiunto lo scienziato; "Con l'aiuto di questi cani, speriamo di capire meglio i fattori che contribuiscono allo sviluppo del talento".