In questi giorni di partenze incerte si può andare in vacanza in un libro, in uno degli hotel dove gli scrittori hanno mandato i loro personaggi, quasi sempre quelli che amavano. O negli alberghi che hanno ospitato i protagonisti della storia, i buoni e i cattivi. Un soggiorno immaginario se si rilegge un romanzo, anche perché a volte quell’hotel non esiste più. Non sempre costoso se desideriamo dormire nella stanza che accolse Mata Hari o Lord Byron. È appena uscito un libro strenna Literaturhotels di Barbara Schaefer (Busse Seewald Verlag), con molte immagini. L’autrice è generosa con l’Italia, non avrebbe potuto fare a meno, ma la scelta è forzatamente limitata. A Firenze non si trova più la Pensione Bertolini sul Lungarno delle Grazie, quella di Camera con vista, dove abitano Lucy e Charlotte, le romantiche turiste inglesi di Edward Morgan Foster (in...

In questi giorni di partenze incerte si può andare in vacanza in un libro, in uno degli hotel dove gli scrittori hanno mandato i loro personaggi, quasi sempre quelli che amavano. O negli alberghi che hanno ospitato i protagonisti della storia, i buoni e i cattivi. Un soggiorno immaginario se si rilegge un romanzo, anche perché a volte quell’hotel non esiste più. Non sempre costoso se desideriamo dormire nella stanza che accolse Mata Hari o Lord Byron. È appena uscito un libro strenna Literaturhotels di Barbara Schaefer (Busse Seewald Verlag), con molte immagini. L’autrice è generosa con l’Italia, non avrebbe potuto fare a meno, ma la scelta è forzatamente limitata.

A Firenze non si trova più la Pensione Bertolini sul Lungarno delle Grazie, quella di Camera con vista, dove abitano Lucy e Charlotte, le romantiche turiste inglesi di Edward Morgan Foster (in realtà era l’albergo che ospitò l’autore). Ma si può scendere all’Hotel Porta Rossa, che risale al XVI secolo, una tappa obbligata ai tempi del Grand Tour, e che tra i suoi ospiti annovera Lord Byron che vi soggiornò nel 1817.

L’Adlon di Berlino, innanzi alla Porta di Brandeburgo, è un finto vero come diceva De Crescenzo, rifatto dopo la caduta del “muro” quasi com´era. Ma non importa, nella hall con un tè si entra nel passato: qui dormirono Marlene Dietrich e Charlie Chaplin, Michael Jackson e Mussolini. L’albergo di Hitler a Berlino, il Kaiserhof, è stato polverizzato dalle bombe. In viaggio da Monaco alla capitale si fermava a metà strada, all´Elephant di Weimar, meglio andarci in ricordo della Lotte di Thomas Mann, che qui fa alloggiare la sua eroina. Ai tempi della Ddr era malandato e costava un’inezia. Al ristorante non osai ordinare un risi bisi con kiwi ananas. Al di là del muro avevano nostalgia della nostra cucina. Ora è un cinque stelle.

Moglie e io abbiamo pagato caro il nostro feticismo intellettuale per dormire nella stanza di Marcel Proust al Grand Hotel di Cabourg, in Normandia, la 414. Un’emozione non ha prezzo. Era identica a quella che descrive nella Recherche, con la marea che si riflette nei vetri della libreria. Il ristorante, invece, a cui dedica un paio di pagine, non merita la spesa. Il giorno dopo ci trasferimmo di fronte in una pensione accogliente a 50 euro, e la media fu salva.

A Parigi, non occorre andare al Ritz, quello che accolse Diana nel suo ultimo giorno di vita, e Hemingway che si inventa nella sua camera un flirt con Marlene Dietrich negli ultimi giorni di guerra. All’autore di Fiesta, perdoniamo qualche balla. Si può scegliere l’Hotel de Florence, al 26 di Rue de Mathurins, nel palazzo che era la residenza di George Sand.

Uno scrittore sposta il suo mondo dove vuole, la Palaza de Toros del Cordobes o il Kilimangiaro ai Caraibi. Thomas Mann scrisse il suo romanzo più tedesco, Doktor Faustus, nella sua villa a Beverly Hills sul Pacifico. Richard Wagner compose l’ultimo atto del Parsifal a Palermo. Giunse con la famiglia il 5 novembre 1881 al Grand Hotel et des Palmes, e occupò le camere 24, 25, 26, al pianterreno, scomparse per allargare il ristorante. Vi rimase fino a primavera. Vi soggiorno per cinque notte nel settembre del 1913 anche Mata Hari, che si esibì in un teatro di second’ordine, il Trianon, come ricorda Leonardo Sciascia. L’albergo è chiuso per restauro, spero che non lo cambino troppo.

A Sils Maria, in Svizzera, Barbara Schaefer consiglia il Waldhaus, dove dormirono Elsa Morante e Hermann Hesse. Più caro di Proust, temo. Perché non andare allo Schweizerhaus dove giunse Sigmund Freud, il 13 agosto del 1898. Dormì nella stanza numero 11, oggi la 24, con la moglie. Ma in quel giorno Frau Freud era a Vienna con i figli. A Sils Maria il padre della psicoanalisi era in compagnia della cognata Minna Bernays. Una vacanza proibita per Herr Professor. A Sils Maria passava le vacanze Friedrich Nietzsche, potete vedere la sua camera spartana in quella che era la casa del sindaco, trasformata in museo.

Sono andato all´Edelweiss, proprio di fianco, dove il pomeriggio il filosofo si concedeva una cioccolata calda. Le montagne dei dintorni gli ispirarono Così parlò Zarathustra.

Sils Maria, amata da Abbado, è stata preservata dal turismo, e non è cara, non troppo, anche se si trova a pochi chilometri da St. Moritz. Gli alberghi fanno parte della storia, è preservano l´anima di un luogo.