Alcuni degli scatti del Calendario Pirelli 2020
Alcuni degli scatti del Calendario Pirelli 2020

Verona, 3 dicembre 2019 - L'amore trasforma ancora le persone? E fino a che punto? E poi quanto siamo disposti a sacrificarci sull'altare del cuore? Le donne come Giulietta nel dramma shakespiriano darebbero ancora la vita per l'innamorato-nemico? Sono queste alcune delle domande che stanno dietro al Calendario Pirelli 2020, scattato dal grande fotografo Paolo Roversi, il primo italiano chiamato al The Cal, che resta sempre la summa delle immagini della bellezza contemporanea, che ha voluto fare anche un docufilm in presa diretta quasi confessando le protagoniste proprio sul sentimento dell'innamoramento. E si intitola Looking for Juliet questo Calendario Pirelli che esce dal consueto anche nel formato perché è un libro, con foto e testi, lo scorrere dei giorni e dei mesi impresso in oro con anche tutte le date della vita e della morte di Giulietta e delle protagoniste che Roversi ha chiamato intorno a sé puntando sull'inclusione, sui desideri nascosti di queste dive, cantanti, artiste, fra le quali anche una trans bellissima.

Ed ecco Claire Foy, Mia Goth, Chris Lee , Indya Moore, Rosalia, Stella Roversi, Yara Shahidi, Kristen Steward ed Emma Watson trasformate in moderne condottiere dell'amore, innocenti e romantiche ma spesso ribelli proprio come Giulietta, anche negli sguardi e nelle pose, mai svestite ma avvolte nelle sete e nelle organze di un creativo poetico come Ibrahim Kamara che ha reinterpretato gli abiti del Rinascimento con molta leggerezza. Bandito ancora una volta il nudo (e sono alcune edizioni che vedono questa svolta epocale dopo decenni di pin up e di seni al vento), il bello perfetto, il sexy ammiccante, oggi il The Cal è maturo per raccontare le donne che vivono nel mondo e che di questo mondo sono indiscusse protagoniste. Un Calendario Pirelli 2020 da guardare e da leggere, per riflettere sui tanti tipi di amore e sulla voglia di sacrificio che spesso l'amore ti impone. Un inno anche multietnico vista la nazionalità e l'estrazione varia delle protagoniste.

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Per questo primo Calendario non Calandario, scattato tra lo studio di Parigi dove Roversi vive da 40 anni e Verona, quella notturna e misteriosa in cui si muove la figlia ventenne Stella che sembra un fantasma nero, innocente ed inarrivabile. "Mi sta a cuore ogni scatto di questo Looking for Juliet - racconta Roversi -, ogni riga di questo volume illustrato con un datario che registra anche le date di nascita delle protagoniste del Pirelli di quest'anno e però anche di Gulietta che è la protagonista di questo sogno contemporaneo. Ogni ragazza è un capitolo a sé, le incontro e racconto vestite coi jeans e con gli abiti d'incanto. Ogni mia Giulietta ha il suo carattere, la sua cultura, e sono state molto generose nel raccontarsi e nello svelarsi a me. Ho vissuto con loro una favola, in una Verona deserta e senza tempo", continua Roversi.

"Ho fotografato anche mia figlia Stella - continua Paolo Roversi - ed è lei la mia Giulietta perfetta, unica, e fotografarla per me non è stato difficile. Ho scelto la storia del dramma di Shakespeare e della sua eroina per omaggiare la mia Italia che vivendo a Parigi vedo da lontano, ma con tanta nostalgia. Nel cortometraggio di 18 minuti e nel libro-calendario si snodano le varie anime di Giuietta oggi. Ero alla ricerca di un'anima pura, colma di innocenza, forza, bellezza, tenerezza e coraggio. In ogni donna c'è una Giulitta che vive e soffre per amore, incondizionatamente, ieri come oggi".

Come un libretto d'opera (la grande passione di Roversi è nota) ecco 132 pagine niente affatto patinate ma ricche di intimità, con datario in copertina, brani di Romeo e Giulietta, 58 foto a colori e in bianco e nero. Sulla prima e sulla quarta di copertina risplende a lettere d'oro il calendario vero e proprio, con le date evidenziate della nascita di Giulietta, del suo incontro con Romeo, delle loro nozze, delle loro morti. Ma il senso vero di questa operazione è il significato che si deve dare al concetto di inclusione, che oggi comprende razze e caratteri, storie di vita e di professioni, donne che nella vita fanno le attrici e sono star o altre come Indya Moore che raccontano il loro uscire dal bozzolo prigioniero di una natura trans verso una bellezza che toglie il fiato. Roversi così dice di voler andare "oltre le barriere", per fermare l'immagine di donne libere, pronte a tutto pur di salvare l'amore. "Provo orrore per la violenza contro le donne che monta in Italia", aggiunge con tristezza il grande fotografo.

La presentazione stasera al Teatro Filarmonico è sempre un evento cultural-mondano molto atteso e internazionale con Paolo Roversi salutato e complimentato da Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato di Pirelli, che poi con gli ospiti e i vip si è recato a Palazzo e Giardino Giusti per lo standing dinner party. A presentare questo Calendario Pirelli 2020 è una simpaticissima Woopi Goldberg coi capelli rasta tutti bianchi perchè sta interpretando un personaggio, "la rappresentante di Dio", che ha 108 anni in un film tratto da un libro di Stephen King che si intitola 'The Star'. Felice di essere a Verona Woopi (che vuol comprare casa in Salento), dopo aver interpretato il The Cal 2018 scattato da Tim Walker ("ero fighissima") dice che le sarebbe anche piaciuto posare per Roversi . "Ma non me l'hanno chiesto", scherza. "Il Calendario Pirelli è cresciuto - dice l'attrice - le donne sono ora più vestite, racconta la bellezza delle donne sviluppata nel tempo, e per questo è più bello e contemporaneo. A chi non piacerebbe un calendario un po' datato?". Le domandiamo del suo primo amore ("è stato incredibile, poi credibile e poi l'ho completamente dimenticato") e poi se esiste ancora l'amore folle come quello di Giulietta. "Sì esiste ancora - risponde Woopi Goldberg - ma molto spesso le donne se lo dimenticano perché a una certa età credono impossibile di potersi innamorare perdutamente. Invece non si è mai troppo vecchi per amare! Se ci credi ti succede".