Il principe William
Il principe William

Il principe William, duca di Cambridge, ha preso posizione contro i club di calcio inglesi e le sue parole stanno ricevendo grande attenzione e altrettanto apprezzamento: la colpa delle squadre, dice William, è di considerare i giovani giocatori come semplici risorse finanziarie. Insomma, si specula sulle nuove leve, li spremono disinteressandosi completamente della loro salute mentale, del loro benessere, sottovalutano l'equilibrio psicologico dei futuri campioni. Un'osservazione che potrebbe essere estesa anche al di fuori della Gran Bretagna.

IL PRINCIPE WILLIAM CONTRO I CLUB DI CALCIO
La questione è duplice, sostiene il duca di Cambridge: da un lato, molti aspiranti professionisti "provengono da ambienti difficili e si portano dietro tutta una serie di problematiche. Limitarsi a considerarli come risorse finanziarie significa abdicare al proprio dovere". Giudizi autorevoli, da tenere in considerazione non solo perché condivisibili, ma anche perché provengono da William che è presidente della FA Football Association, la più antica federazione calcistica del mondo, essendo stata fondata il 26 ottobre 1863

La seconda faccia della medaglia è rappresentata dal momento nel quale le giovani promesse non raggiungono i risultati sperati, smettono di essere promesse e sono scaricati senza tante cerimonie: "Questa estate", ha detto il principe William, "molti adolescenti che sognavano una carriera nel mondo del pallone saranno mandati a casa: è importante che non vengano lasciati soli a raccogliere i pezzi".

PERCHÉ LE PAROLE DI WILLIAM STANNO FACENDO RUMORE
Molti editorialisti hanno ripreso le parole del principe, siano essi collaboratori di testate sportive o generaliste. E molti gli hanno dato ragione, a testimonianza del fatto che William ha messo il dito nella piaga.

Poi, certo, stiamo parlando del nipote della regina, terzo in linea di successione al trono d'Inghilterra, nonché presidente della Football Association: va da sé che ciò che dice ha grande risonanza, al di là della Manica. Ma proprio gli editoriali che sono seguiti alla sua dichiarazione stanno contribuendo a smuovere le acque e a incoraggiare un'assunzione di responsabilità da parte dei club di calcio. Con quali risultati concreti resta ancora da vedere.

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