Foto: studio023/iStock
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L'ozonosfera sta recuperando lentamente, ma in maniera costante, il proprio stato di salute: secondo un report delle Nazioni Unite, il buco nell'ozono si sta riducendo e fra il 2030 e il 2060 assisteremo a una completa risoluzione del problema. Si tratta di un'ottima notizia, perché testimonia l'efficacia della diminuzione della produzione ed emissione dei gas clorofluorocarburi (contenuti ad esempio nei vecchi frigoriferi o nelle bombolette spray). Inoltre, il ristabilimento dell'ozonosfera potrebbe avere ripercussioni positive sul tentativo di contenimento del surriscaldamento globale, fenomeno rispetto al quale l'azione internazionale appare meno decisa.

IL BUCO DELL'OZONO: COME AFFRONTARE IL PROBLEMA

Alla fine del 1985 la comunità scientifica evidenziò un preoccupante e anomalo assottigliamento dell'ozonosfera, soprattutto nella regione antartica. Il cosiddetto buco dell'ozono conquistò subito il dibattito politico, anche perché l'ozonosfera è quello strato dell'atmosfera che protegge la Terra dalle radiazioni della luce solare che sono nocive per la vita.

Con il Protocollo di Montréal del 1987 venne stipulato un trattato internazionale con lo scopo preciso di ridurre la produzione delle sostanze che minacciano lo strato di ozono, in particolare i clorofluorocarburi (CFC). La successiva ratifica in 192 nazioni, delle quali novanta sin dal 1990, ha portato alla progressiva sospensione della produzione di gas CFC.

IL BUCO DELL'OZONO SI STA RIDUCENDO

Ci è voluto del tempo, prima che gli effetti positivi si facessero vedere, tanto che nel 2000 il buco dell'ozono raggiunse la sua massima estensione. Ora però l'inversione di tendenza è conclamata e nel report delle Nazioni Unite si legge che la riduzione procede ad un ritmo compreso fra l'1 e il 3% ogni decade. Se non ci saranno intoppi, l'ozonosfera dell'emisfero settentrionale e delle medie latitudini dovrebbe guarire completamente entro il 2030. Per quanto riguarda l'emisfero meridionale dovremo avere pazienza fino al 2050 e per le regioni polari, le più danneggiate, il 2060.

GLI EFFETTI POSITIVI SUL RISCALDAMENTO GLOBALE
Risolvere l'assottigliamento o, in alcune aree, la scomparsa dello strato di ozono significa anche contribuire al tentativo di contenere il surriscaldamento globale: si calcola che la guarigione dell'ozonosfera e la scomparsa dei gas nocivi (che in alcuni casi sono ritenuti corresponsabili dell'aumento delle temperature mondiali) potrebbe evitare un incremento fino a 0,5 gradi centigradi nel corso di questo secolo.

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