Bruce Springsteen si spende per la causa dei migranti in un documentario italiano: il "Boss" legge un brano da Furore, il romanzo del 1939 per cui John Steinbeck vinse un Pulitzer, in apertura a un nuovo film del cineasta e fotoreporter Valerio Nicolosi Ants (formiche) sull’odissea di quanti, in fuga da guerre, persecuzioni e carestie, viaggiano dall’Asia e dall’Africa verso la...

Bruce Springsteen si spende per la causa dei migranti in un documentario italiano: il "Boss" legge un brano da Furore, il romanzo del 1939 per cui John Steinbeck vinse un Pulitzer, in apertura a un nuovo film del cineasta e fotoreporter Valerio Nicolosi Ants (formiche) sull’odissea di quanti, in fuga da guerre, persecuzioni e carestie, viaggiano dall’Asia e dall’Africa verso la terra promessa dell’Europa. "Quando nel 1995 incise The Ghost of Tom Joad, Springsteen ammise di aver letto il romanzo di cui Tom Joad è protagonista solo dopo l’uscota dell’album e "questa è forse una riparazione", scrive Variety annunciando in esclusiva la partecipazione del musicista a Ants.

Nicolosi si occupa da anni di documentare per immagini il dramma delle rotte migratorie. Il film è stato girato su navi di soccorso nel Mediterraneo tra cui quelli della ong spagnola Open Arms, nei campi profughi sovraffollati nell’isola di Lesbo e lungo la cosiddetta “rotta balcanica“. Il produttore Davide Azzolini di Dazzle ha detto a Variety di aver contattato "senza molte speranze" Springsteen attraverso il suo manager Jon Landau chiedendogli di leggere da Furore per "rendere più universale" il messaggio del film.

Il testo da cui attingere era quello del famoso 21° capitolo – probabilmente il capitolo-chiave del romanzo – che comincia descrivendo i "campi fertili" della California sulle cui strade di muove l’esercito degli "affamati" in fuga dalle campagne del Midwest sterili per il Dust Bowl. "Dissi a Landau che sarebbe stato un dono meraviglioso per noi se lui avesse accettato. Che avrebbe aiutato immensamente in nostro progetto", ha detto Azzolini. La risposta fu che "di solito Bruce non fa queste cose, ma ci si può provare". La fortuna aiuta gli audaci: dopo qualche settimana la replica di Springsteen fu che accettava l’offerta e avrebbe registrato il testo nel suo studio con il supporto del suo tecnico del suono. Detto, fatto.