La saga di Britney Spears, principessa del pop prigioniera di un "padre padrone", perde pezzi e si arricchisce di un nuovo capitolo: dopo il manager Larry Rudolph, con lei dal primo contratto discografico di 25 anni fa, l’avvocato Samuel Ingham III ha adesso chiesto alla corte di uscire di scena. È dal 2008, da quando su Britney è calata la morsa della "custodia legale" chiesta e ottenuta dal padre dopo un clamoroso crollo mentale sotto i flash dei fotografi, che Ingham dovrebbe in teoria rappresentare gli interessi della cantante. Solo in teoria, però, stando a quanto scritto dal New Yorker: Sam, anzichè aiutare Britney, sarebbe stato il "cavallo di Troia" di Jamie Spears, confidandogli ogni debolezza della star.