Il giovane sistema binario (Foto: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Alves et al.)
Il giovane sistema binario (Foto: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Alves et al.)
Per la prima volta, gli astronomi sono riusciti a ottenere un'immagine ad alta risoluzione di un sistema binario stellare in fase di formazione e il risultato è quanto mai affascinante. Soprattutto se si pensa che i due corpi celesti immortalati nella foto non sono dietro l'angolo: si trovano ad almeno 600 anni luce dalla Terra, in quella che è nota come Nebulosa Pipa.

Cos'è un sistema binario

In astronomia è un sistema composto da due corpi celesti molto vicini tra loro, che orbitano intorno a un centro di massa comune. Nello specifico, quello nell'immagine è BHB2007: si tratta di un coppia di stelle (in sostanza, due soli) legati da reciproca attrazione gravitazionale. Gli scienziati lo hanno definito in modo scherzoso un "bretzel cosmico".

Per ricavare l'eccezionale foto hd, i ricercatori dell'Istituto Max Planck di fisica extraterrestre, in Germania, hanno rielaborato i dati raccolti dalle 66 antenne dell'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), un potente radiointerferometro situato in Cile, a 5000 metri d'altitudine.

Stelle nascenti

Finora gli astronomi conoscevano solo il profilo approssimativo di BHB2007, ma le ultime scoperte pubblicate su Science hanno permesso loro di scrutare all'interno del giovane sistema binario, svelando un'intricata rete di filamenti gassosi e polveri che si muovono intorno ai due punti luminosi.

Quando nascono, le stelle sono avvolte da una struttura a forma di anello noto come disco circumstellare, costituito da materiale (gas, polveri, frammenti rocciosi) da cui possono poi formarsi i pianeti. In questo caso, la rielaborazione digitale mostra che il sistema binario è circondato da un ulteriore disco che  alimenta progressivamente gli anelli delle singole stelle.

"Abbiamo finalmente visualizzato la complessa struttura delle giovani stelle binarie, con i filamenti che le nutrono collegati al disco circumbinario. Questo offre importanti vincoli per gli attuali modelli di formazione stellare", ha spiegato l'astronoma italiana Paola Caselli, direttrice dell'Istituto Max Planck di Garching.

Qui potete vedere un'animazione esemplificativa: