Foto: Lumière & Co./Rai cinema
Foto: Lumière & Co./Rai cinema

Nel film 'Boys' c'è la musica di un tempo, quella di oggi, l'amicizia, la fine dei sogni e lo spaesamento di fronte a un mondo che sembra incapace di sognare. Tanta carne al fuoco che il regista e sceneggiatore Davide Ferrario cuoce con equilibrio ed efficacia, regalandoci una valida commedia malinconica: questo il parere della critica italiana. Il film esce nei cinema nostrani giovedì 1 luglio. Nel cast spiccano Neri Marcorè, Marco Paolini, Giovanni Storti e Giorgio Tirabassi.

Boys, tutto sul film

La trama ruota attorno a Joe, Carlo, Bobo e Giacomo: amici di lunga data, negli anni Settanta avevano avuto un fulmineo successo musicale grazie alla band The Boys. Ora invece hanno parecchie primavere sulle spalle, la carriera musicale è terminata da tempo e ognuno si è un po' adagiato su una quotidianità senza entusiasmi e con qualche acciacco fisico. Continuano a suonare insieme: per passione, ma niente più di questo. Poi un giorno scoprono che un giovane trapper, seguitissimo sui social network, intende realizzare la cover di un loro pezzo. Serve però il consenso della vecchia vocalist del gruppo, di cui si sono perse le tracce: bisogna dunque cercarla, rimettendosi "on the road".

'Boys' è il nuovo film di Davide Ferrario, apprezzato in Italia grazie a titoli come 'Tutti giù per terra', 'La fine della notte', 'Dopo mezzanotte' e 'Tutta colpa di Giuda'. La musica, che ricopre un ruolo fondamentale, porta la firma di Mauro Pagani, polistrumentista, membro della PFM e già autore di molte colonne sonore, per esempio quelle dei film di Garbiele Salvatores 'Puerto Escondido', 'Nirvana', 'Educazione siberiana' e 'Tutto il mio folle amore'.
 


Il trailer

 

 

Le recensioni, cosa ne pensa la critica

In generale la critica italiana ha parlato bene di 'Boys', soprattutto per come Davide Ferrario ha trovato il giusto equilibrio fra le diverse anime del suo film, che in mano ad autori meno esperti rischiavano di andare ognuna per la propria strada, senza amalgamarsi. Fra il registro più esplicitamente comico, incarnato da Giorgio Tirabassi e Giovanni Storti, e quello malinconico di Neri Marcorè e Marco Paolini, molti hanno ritenuto che ne uscisse meglio il primo, pur senza che il secondo fosse mortificato.

Leggi anche:
- Arriva 'Io sono nessuno', nuovo thriller d'azione sulla scia di John Wick
- Generazione 56k, esce su Netflix la prima serie tv dei The Jackal
- Foundation, il nuovo trailer della serie dai libri di Asimov