Finirà probabilmente in Russia il dipinto di Sandro Botticelli battuto all’asta ieri da Sotheby’s a New York per 92,2 milioni di dollari (76 milioni di euro), dodici più della stima iniziale. Se lo è aggiudicato un cliente al telefono con la rappresentate moscovita della prestigiosa casa d’aste, che in questa “Settimana dei Maestri” mette in vendita opere medievali e rinascimentali, ricevendo però anche diversi rifiuti. Il Ritratto di giovane con tondello, conosciuto anche come Giovane che tiene in mano un tondo di santo, rappresenta probabilmente un membro del ramo secondario della famiglia Medici, antichi mecenati del pittore fiorentino (1445-1510); secondo alcuni potrebbe trattarsi di Giovanni di Pierfrancesco, fratello minore di Lorenzo il Popolano. Ma enorme interesse desta anche il tema raffigurato nel tondo che il giovane...

Finirà probabilmente in Russia il dipinto di Sandro Botticelli battuto all’asta ieri da Sotheby’s a New York per 92,2 milioni di dollari (76 milioni di euro), dodici più della stima iniziale. Se lo è aggiudicato un cliente al telefono con la rappresentate moscovita della prestigiosa casa d’aste, che in questa “Settimana dei Maestri” mette in vendita opere medievali e rinascimentali, ricevendo però anche diversi rifiuti.

Il Ritratto di giovane con tondello, conosciuto anche come Giovane che tiene in mano un tondo di santo, rappresenta probabilmente un membro del ramo secondario della famiglia Medici, antichi mecenati del pittore fiorentino (1445-1510); secondo alcuni potrebbe trattarsi di Giovanni di Pierfrancesco, fratello minore di Lorenzo il Popolano.

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Ma enorme interesse desta anche il tema raffigurato nel tondo che il giovane aristocratico tiene in mano: un santo dipinto alla moda del maestro senese del Trecento Bartolomeo Bulgarini: il personaggio potrebbe anche essere un omonimo del pittore o un nobile chiamato Michele, se l’ispirazione al Botticelli viene dal polittico dipinto per Santa Croce a Firenze (e ora al Museo di San Matteo a Pisa) dove compaiono appunto, con le sante Lucia e Caterina, Bartolomeo e Michele Arcangelo. Un’originalità che ha spinto ancor di più questo già importante lavoro di Botticelli, che si situa nel periodo in cui egli dipingeva i suoi due capolavori più iconici, la Primavera e la Nascita di Venere, datati rispettivamente 1482 e 1485.

Questo di Botticelli è il secondo quadro venduto a più alto prezzo fra i grandi del Rinascimento italiano, ben lontano comunque dal Salvator Mundi di Leonardo, battuto per 450 milioni di dollari (382 milioni di uero) nel novembre 2017 e destinato al Louvre di Abu Dhabi. Anche Botticelli, come quel Da Vinci, era in mano privata, donato in punto di morte dal miliardario americano Sheldon Solow – il re dei grattacieli –, deceduto nel novembre scorso a 92 anni, alla Fondazione che porta il suo nome per evitare tasse successorie troppo alte ai figli. Solow lo aveva acquistato per 810mila sterline, circa 1 milione e 100mila dollari, nel 1982 a un’asta di Christie’s alla quale si erano rivolti i proprietari del tempo, gli eredi di sir Thomas Ralph Merton. Nel periodo in cui il Ritratto è stato suo, Solow lo ha prestato per diverse esposizioni, al Metropolitan di New York, alla Royal Academy di Londra e due volte al National Museum of Art di Washington.

La vendita di ieri rappresenta per le opere del maestro fiorentino del Rinascimento un vero e proprio record, ben superiore al precedente. Si trattava della Madonna con Bambino e San Giovanni Battista, chiamata la Rockefeller Madonna, dipinta in epoca tarda da Botticelli (circa 1500) e messa in vendita nel 2012 dalla famiglia del miliardario statunitense che l’aveva posseduta per 80 anni. In quell’occasione Christie’s la battè per 10,4 milioni di dollari, più del doppio della stima. Ora il quadro si trova al Boston Museum of Art.

Il Salvator Mundi di Leonardo resta un caso unico, perché fra i 450 milioni di dollari pagati per quell’opera e i 92,2 per Botticelli, maestri rinascimentali, ci sono solo lavori molto più vicini a noi con l’unica eccezione di un Rembrandt, vissuto nel XVII secolo. Tutte le altre valutazioni monstre, oltre i 100 milioni di dollari, sono per artisti che si sono almeno affacciati al Novecento (Cézanne e Gauguin), che lo hanno vissuto nei primi venti anni (Modigliani) e altri ancora più moderni: Pablo Picasso (1881-1973), Mark Rothko (1903-1970), Willem de Kooning (1904-1997) e Jackson Pollock (1912-1956) che ha addirittura due quadri nella top 10.

Commentando l’opera venduta a Sotheby’s, il critico Vittorio Sgarbi afferma che è geniale e folle "l’idea di ritrarre un giovane elegante con in mano una tavoletta del Trecento, un contrasto storico originale. La figura rappresenta un ideale di bellezza maschile intramontabile, come lo è Simonetta Vespucci al femminile, ispiratrice della Primavera e di Venere". Per il direttore degli Uffizi di Firenze, Eike Schmidt, la quotazione "testimonia lo straordinario valore culturale ed economico che oggi viene riconosciuto al pittore". Di Botticelli ci sarebbero altri due dipinti in mano a privati e quindi potenzialmente destinati alle aste.