di Giuseppe Tassi

La corsa verso l’elettrico e i motori a impatto zero mette paura alla grandi case automobilistiche e all’intera filiera del mercato, ancora agganciata ai tradizionali motori termici.

La riconversione sarà difficilee dolorosa e rischia di lasciare vittime illustri lungo il percorso. La soglia per la dismissione dei motori termici, fissata al 2035, è considerata troppo vicina.

Ma ci sono costruttuori, come Bmw, che hanno deciso di scendere in pista con un piano organico e un impegno diretto per traghettare l’auto verso la frontiera dell’impatto zero.

La Casa bavarese ha oggi in gamma 5 auto completamente elettriche ma produrrà 25 modelli elettrificati entro il 2023 e ogni segmento di mercato proporrà un’auto full electric. Nei giorni scorsi poi è stato tagliato il ntraguardo di 1 mlione di vetture Bmw elettrificate sul mercato.

Ma gli obiettivi del costruttore tedesco sono ben più ambiziosi, come confermato dall’ad di Bmw Italia Massimiliano Di Silvestre nel suo discorso di fine anno.

Di qui al 2030 sarà ridotta di oltre il 40% l’impronta di Co2 per veicolo durante l’intero ciclo di vita. Entro il 2030 il 50% di vendite globali di Bmw sarà di vetture elettriche e completamente elettrici diverranno i brand Rolls-Royce e Mini.

In più sarà lanciato un programma di economia circolare che prevede di arrivare al 50 per cento di materiali secondari o riciclati nei veicoli del marchio.

Ma per realizzare una vera conversione verso elettrico e idrogeno, Bmw chiede che gli obiettivi vincolanti per le flotte dei singoli costruttori (con tanto di sanzioni) vengano supportati con adeguate politiche da Usa e Ue.