Come se la pandemia di Coronavirus e la crisi di governo non fossero abbastanza, oggi, lunedì 18 gennaio 2021, cade il cosiddetto Blue Monday, vale a dire il giorno più triste dell'anno (in inglese il termine blue significa appunto triste). Coloro che temono il peggio, a causa di questo trittico infausto, sappiano che la ricorrenza è stata identificata all'inizio degli anni Duemila dallo psicologo Cliff Arnall, ma che la complessa equazione da lui utilizzata ha lasciato perplessi i matematici. A conti fatti, il "giorno blu" ha funzionato come trovata pubblicitaria, ma non è un reale indicatore del benessere collettivo.
 

Cos'è e come nasce il Blue Monday

Tutto inizia quando Cliff Arnall, psicologo dell'Università di Cardiff, inizia a interrogarsi sull'eventuale esistenza di un giorno particolarmente difficile per l'umore delle persone. A suon di calcoli matematici lo identifica nel terzo lunedì del mese di gennaio. Colpa del fatto che piove e fa freddo, delle vacanze natalizie ormai alle spalle, dei buoni propositi per l'anno nuovo che iniziano a mostrare la corda e di un ritorno al lavoro che impone sin da subito ritmi serrati per recuperare la pausa feriale e/o festiva. Insomma: tristezza, massima tristezza.

Quando Cliff Arnall comunica ufficialmente il risultato della sua ricerca, l'Università di Cardiff si dissocia bollando la sua equazione come pseudoscienza: termine che indica pratiche che vogliono apparire scientifiche ma che in realtà violano il rigore della scienza e sono inadatte e raggiungere una conoscenza oggettiva, affidabile e verificabile. Nel caso specifico, sostengono gli avversari di Arnall, le condizioni atmosferiche non sono prevedibili come fatto astratto e inoltre cambiano da luogo a luogo: se a Cardiff piove, per esempio, magari a Palermo c'è il sole e la temperatura è piacevole. Che dire poi dei buoni propositi? Vero è che spesso esageriamo e ci poniamo obiettivi irraggiungibili, ma non è detto che accada per forza né che la dura realtà si manifesti in tutta evidenza proprio in occasione del terzo lunedì di gennaio.
 


La scienza boccia il Blue Monday, la pubblicità lo accoglie

Non è possibile esserne certi, né sapere se Arnall è stato utilizzato a sua insaputa oppure aveva lavorato su commissione, ma molto probabilmente dietro il Blue Monday c'era un intento pubblicitario. Il primo "giorno triste" fu infatti dichiarato nel 2005, il 24 gennaio (curiosamente: quarto lunedì del mese, non terzo). La data e la definizione compaiono all'interno di un comunicato stampa del canale televisivo Sky Travel, che citava Cliff Arnall per incitare le persone a prenotare un viaggio. Come dire: siccome la scienza psicologica ci dice che oggi sarai particolarmente abbattuto, tirati su pianificando una futura vacanza, che è un ottimo modo per combattere la tristezza.
La trovata pubblicitaria ha avuto successo e, nonostante l'assenza di scientificità del Blue Monday, la ricorrenza ha fatto breccia nei cuori e nelle menti delle persone, soprattutto in Gran Bretagna. Ancora oggi è un giorno di cui si discute parecchio.