La birra americana Signal One è infusa di 500 peperoncini fra i più piccanti che esistano
La birra americana Signal One è infusa di 500 peperoncini fra i più piccanti che esistano

Quando Ray Parrish ha notato che fra i record del Guinness mancava quello per la birra più piccante, ha deciso di provare a reclamarlo. Il suo birrificio Maltese Brewing Company, in Virginia, fondato insieme ai colleghi della locale caserma dei vigili del fuoco, produce una IPA infusa con cinquecento Carolina Reaper, una delle varietà di peperoncini più urticanti del mondo. Per farsi un'idea, è sessanta volte più potente del peperoncino calabrese. Parrish ha quindi contattato i responsabili del Guinness e per avallare la proposta di primato ha affidato agli scienziati di una università il compito di calcolare il livello di piccantezza della sua birra, battezzata Signal One 2.0.

Laureato in fisica presso la University of Mary Washington, anche se poi si è dedicato ad altro, Parrish ha bussato alla porta della sua alma mater e ha coinvolto due chimiche, la professoressa ospite Sarah Smith e la studentessa Valerie Ebenki. Incuriosite dall'insolito progetto, le ricercatrici si sono messe all'opera nei laboratori dell'istituto allo scopo di determinare la concentrazione nella birra di capsaicina e di di idrocapsaicina, i due composti responsabili della sensazione di bruciore scatenata dai peperoncini. L'analisi permetterà di definire la posizione della Signal One 2.0 nella scala di Scoville, il sistema che classifica la piccantezza in base a un valore espresso in unità SHU. Il Carolina Reaper ha 2.200.000 SHU, l'habanero 350mila, il succitato calabrese 30mila, lo jalapeño 15mila.

I risultati certificati saranno quindi inviati ai giudici del Guinness, dopodiché bisognerà aspettare diversi mesi prima che giunga il responso e, se tutto va come previsto, che venga sancito ufficialmente il record per la birra più piccante del mondo.