Turisti "spaziali" del futuro
Turisti "spaziali" del futuro

C’è chi prova a mettere in dubbio la leadership di Jeff Bezos, anche se non negli affari. La lotta tra miliardari che guarda allo spazio come nuova frontiera da conquistare si arricchisce di un nuovo, forse inaspettato, capitolo. Il 20 luglio, infatti, è in programma il lancio spaziale del fondatore e proprietario di Amazon (nonché l’uomo più ricco del mondo secondo la classifica di Forbes) ma Sir Richard Branson, imprenditore britannico e fondatore del Virgin Group (con un patrimonio stimato di circa 4,3 miliardi di dollari) prova a beffarlo, andando in orbita prima di lui.

La lotta contro il tempo


Quella di Richard Branson è una vera e propria corsa contro il tempo per battere Jeff Bezos e il suo progetto di conquista dello spazio. Il miliardario americano, come annunciato da tempo con un video su Instagram, ha in programma per il prossimo 20 luglio (l'anniversario del primo allunaggio di Neil Armstrong e Buzz Aldrin, avvenuto nel 1969) un “giretto” attorno alla terra: undici minuti a 100 chilometri dal nostro pianeta a bordo della navicella 'New Shepard' e in compagnia di Mark Bezos, fratello di Jeff, e altri 4 facoltosi ospiti.
 

Il lancio di Richard Branson


Virgin Galactic, azienda di proprietà di Branson che si occupa di voli spaziali suborbitali per il mercato commerciale, ha annunciato che avrebbe condotto tre lanci per completare i test di sviluppo del nuovo veicolo spaziale VSS Unity. Sul primo lancio, previsto per il prossimo fine settimana, dovrebbe salire il miliardario britannico. La notizia non è ancora confermata ufficialmente dall’azienda ma ci sono diverse fonti molto vicine a Branson che assicurano che sarà proprio lui il primo passeggero “spaziale”.
Una corsa per battere Bezos che avrebbe ricadute molto interessanti per la stessa Virgin Galactic. L’azienda, infatti, sta lavorando per iniziare a far volare passeggeri paganti all’inizio del 2022, dopo aver completato con successo una missione il mese scorso con solo due piloti. E battere il fondatore di Amazon potrebbe davvero essere un’ottima pubblicità.