Loredana Berté (Ansa)
Loredana Berté (Ansa)

Sanremo 10 febbraio 2019 - Giura che è stato il suo Sanremo più bello, nonostante l’amarezza di un quarto posto che ha scatenato la rabbia del pubblico dell’Ariston. Ma quando chiedi a Loredana Berté se sarà pure l’ultimo, lei scarta la domanda di lato. Mai dire mai (più). Finora il suo miglior piazzamento al Festival era stato quel quarto posto agguantato nel 2004 assieme al Gigi D’Alessio di Respirare, anche se mai nelle undici (a volte chiacchieratissime) sortite in Riviera la rockeuse dai capelli turchini s’era trovata a vestire i panni di protagonista tanto come in questa 69° edizione. 

Loredana, come ha trovato il festival undici anni dopo l’ultima partecipazione? 

"Mi sono concentrata molto sulla performance. Son tornata all’Ariston con un brano fortissimo di Curreri, Pulli e Romitelli. Volevo chiudere un cerchio e volevo farlo nel migliore dei modi. Con Baglioni e l’orchestra tutto è stato perfetto".

Si sente un po’ la vincitrice morale di questa edizione? 

"Ho avuto due standing ovation, una da sola e una la sera del duetto con Irene Grandi, è stata un’esperienza nuova vedere l’Ariston tutto in piedi , credo sia il sogno di qualsiasi artista, ed è successo a me, alla mia canzone… Il pubblico che mi segue da più di quarant’anni ha capito e mi ha seguito anche in questa nuova avventura". 

Ripensando all’esclusione di “Babilonia”, lo scorso anno, ha qualche rammarico? 

"Assolutamente no: sono stata felice di esserci quest’anno e di farlo con questa canzone. Sono tornata quest’anno perché avevo qualcosa da dire e un disco come LiBerté in cui credo moltissimo". 

Tutto mentre la fiction su sua sorella Mimì, dopo la visione nei cinema, si prepara a sbarcare martedì prossimo su RaiUno. 

"Sono molto contenta che questo film su mia sorella, con la strepitosa Serena Rossi, si affianchi a questa rentrée sanremese. Davanti alle standing ovation mi sono sentita già come se avessi vinto". 

Tra le sue tante “amiche”, perché alla fine per duettare ha scelto Irene Grandi? 

"Perché Irene aveva già cantato brani di Curreri e di Vasco; l’ho vista perfetta per questa canzone. La clamorosa risposta del pubblico mi ha dato ragione". 

È grata a Vasco per averle lasciato una canzone riservata a lui? 

"Il mio Cosa ti aspetti da me è un pezzo che Curreri aveva pensato per Vasco e lui ha deciso di cedermelo. Ringrazio Curreri e ovviamente pure Vasco".

Dopo i trionfi estivi di “Non ti dico no”, che augurio le hanno fatto i Boomdabash? 

"Ci siamo scambiati tanti messaggi; loro sono fantastici. Insieme abbiamo asfaltato tutti, tra noi c’è grandissima complicità".

Fra i suoi amici in gara c’era pure Nino D’Angelo. Perché dice che l’ha salvata? 

"Nino è un grandissimo amico. Una volta rimasi isolata in un agriturismo in mezzo al nulla, lo chiamai, e lui venne in mio soccorso. Lo considero un grandissimo artista e una persona speciale".