di Michele Mezzanzanica

I festeggiamenti per i 60 anni del primo Franciacorta, il premio Cantina dell’anno del Gambero Rosso, il punteggio di 93100 da parte di ’Wine Spectator’ per il Palazzo Lana Extreme 2009. Un 2021 da incorniciare per Cantine Berlucchi, azienda leader della capitale spumantistica italiana oggi condotta dai fratelli Arturo, Paolo e Cristina Ziliani, figli di quel Franco Ziliani che insieme a Guido Berlucchi diede il via all’epopea, a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta.

Cristina Ziliani, quali le prospettive dopo questo 2021 trionfale?

"Innanzitutto il 2021 non è ancora finito, abbiamo ancora una novità da lanciare. In vista del Natale, infatti, procederemo al restyling della gamma Cuvée Imperiale, la porta d’accesso alla qualità del Franciacorta che da decenni racconta le bollicine bresciane nelle case di milioni di italiani. Le bottiglie avranno una nuova veste".

Per quanto riguarda l’export invece, quali sono i Paesi di riferimento?

"Ci stiamo focalizzando sulla crescita nei mercati dove siamo tradizionalmente forti. L’Europa, in particolare Germania, Svizzera e Regno Unito, gli Stati Uniti e in misura minore il Giappone. Facciamo più fatica in Cina, dove non siamo ancora uno status symbol. Il Franciacorta, paragonato ai numeri dello Champagne, è un prodotto di nicchia e dunque deve concentrarsi su mercati in cui ci sono cultura e conoscenza del vino".

A 60 anni dalle prime bollicine, quali sono le sfide future di Berlucchi e Franciacorta?

"Dobbiamo essere consapevoli di vivere in un’oasi felice, risparmiata dalla cementificazione. Per noi il tema della salvaguardia dell’ambiente è fondamentale. I nostri vigneti sono tutti certificati bio, puntiamo molto sull’enoturismo. Abbiamo anche fondato il progetto Academia Berlucchi, per stimolare il confronto su un futuro in armonia col territorio".