Uno dei cani salva-vino - Foto: instagram/tncoopers
Uno dei cani salva-vino - Foto: instagram/tncoopers
Dove il naso dell'uomo non può arrivare, arriva il naso del cane. Un produttore cileno di botti, la TN Coopers, ha addestrato un team di segugi capaci di rilevare con il loro olfatto la presenza di quelle sostanze che causano il temutissimo sentore di tappo, rovina di tante, troppe bottiglie.

PERCHÉ IL VINO SA DI TAPPO
Sono varie le sostanze responsabili dell'inconfondibile odore di muffa e cartone bagnato, fra cui due in particolare spiccano come le maggiori responsabili dei crimini contro il vino: il TCA (Tricloroanisolo) e il TBA (2,4,6-Tribromoanisole), il più delle volte prodotti da funghi che si annidano nei tappi di sughero.

Tuttavia, il problema talvolta sorge a monte dell'imbottigliamento. La coppia TCA-TBA, insieme ad altri composti contaminanti, può fare la sua comparsa anche nelle botti e nei fusti utilizzati per l'affinamento, rovinando quantità ingenti di vino oltre al fegato degli enologi che non riescono a raccapezzarsi di cosa sta succedendo. La loro presenza è rilevabile grazie ad appositi strumenti tecnologici e ad analisi di laboratorio, ma capire il punto esatto di origine del "contagio" è assai più complicato.


LA SQUADRA CANINA ANTI-TAPPO
E qui entra in scena la squadra canina, composta dai cinque labrador Ambrosia, Odysé, Moro, Mamba e Zamba. All'interno del progetto ribattezzato "Natinga Project", sono stati addestrati per individuare con la massima precisione il focolaio del sentore di tappo grazie al loro fiuto infallibile, e i risultati sul campo si sono dimostrati molto soddisfacenti.

Come riporta Wine Spectator, i cani salva-vino sono ormai dipendenti fissi della TN Coopers, garantendo che le botti escano in condizioni perfette dalle officine dell'azienda. Su richiesta, vengono anche spediti in missione nelle cantine dei viticoltori alle prese con problemi apparentemente insolubili di puzza di tappo.


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