Lavorare troppo fa male
Lavorare troppo fa male
Da uno studio francese, pubblicato sul magazine Stroke, emerge che lavorare troppo aumenta sensibilmente il rischio di avere un infarto: per la precisione, coloro che per almeno cinquanta giorni all'anno hanno una giornata lavorativa di almeno dieci ore, vanno incontro al 29% di probabilità in più di aritmia o anche di arresto cardiaco. È un dato che desta preoccupazione anche in paesi come l'Italia, dove in media lavoriamo trentanove ore alla settimana, perché appunto stiamo parlando di una media e dunque ci sono lavoratori che sforano la soglia di rischio.

LAVORARE TROPPO AUMENTA IL RISCHIO DI INFARTO
Gli studiosi hanno preso in considerazione poco meno di 150 mila persone, scegliendo quelle che non avevano manifestato problemi cardiovascolari nei precedenti cinque anni e che avevano un lavoro stabile: niente part-time, dunque.

I dati hanno rivelato che coloro che lavorano con regolarità per molte ore al giorno, appunto per oltre dieci ore almeno cinquanta giorni l'anno, sono esposti a maggiori problemi cardiovascolari. Ci sono poi le persone che hanno tenuto questi ritmi per almeno dieci anni consecutivi: nel loro caso, il rischio è ancora più alto e si attesta sul 45%, contro il 29% di chi non ha superato il decennio.

I GIOVANI SONO PIÙ A RISCHIO
Nel complesso, il 29% dei partecipanti alla ricerca è rientrato nella definizione di "regolari" (almeno dieci ore per almeno cinquanta giorni), mentre il 10% in quella di "cronici" (stesso carico lavorativo, protratto per più di dieci anni).

Da quando lo studio è iniziato, nel 2012, si sono registrati 1224 infarti e, dato che ha sorpreso i ricercatori, i più giovani sono stati quelli maggiormente colpiti. Bisogna però sottolineare che il termine giovani è stato applicato ai minori di 50 anni (la ricerca ha preso in considerazione dai 18 ai 69 anni).

LA SITUAZIONE IN ITALIA
Una recente indagine ha rivelato che nei paesi dell'Unione Europea gli inglesi sono gli assunti a tempo pieno che trascorrono più tempo a lavorare: una media di 42 ore alla settimana. Per contro gli italiani, i francesi e i belgi fanno segnare una media di 39 ore, mentre i danesi si fermano a 37.

Non è immediato fare una correlazione fra la media settimanale e la costanza con la quale si verificano giornate da più di dieci ore lavorative, ma i due dati meritano comunque di essere guardati insieme. In fondo, considerando che ci sono 52 settimane in un anno, non è così improbabile che una volta a settimana si verifichi un sovraccarico di lavoro.

IL CONSIGLIO DEGLI ESPERTI
Alexis Descatha, primo firmatario della ricerca pubblicata su Stroke e membro dell'Istituto nazionale francese per la ricerca medica, prende molto seriamente i dati emersi e invita a tenerne conto. Il punto, sottolinea Descatha, è di investire sulla produttività e sull'efficienza, che non sono necessariamente legate alle ore lavorate: per esempio, in Danimarca sono più efficienti che in Inghilterra, nonostante lavorino mediamente cinque ore in meno a settimana.

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